Ago 222005
 

Il concetto di responsabilità spiegato al popolo.

Verità
Vero è dire di ciò che è che è e di ciò che non è che non è.
Falso è dire che ciò che è che non è e di ciò che non è che è.
Giustizia
Giusto è dire di ciò che è vero che è vero e di ciò che è falso che è falso.
Ingiusto è dire di ciò che è vero che è falso e di ciò che è falso che è vero.
Etica
Bene è dire di ciò che è giusto che è giusto e di ciò che è ingiusto che è ingiusto.
Male è dire di ciò che è giusto che è ingiusto e di ciò che è ingiusto che è giusto.
Morale
Virtú è dire di ciò che è bene che è bene e di ciò che è male che è male.
Peccato è dire di ciò che è bene che è male e di ciò che è male che è bene.
Libertà
Libertà è dire di ciò che è virtú che è virtú e di ciò che è peccato che è peccato.
Arbitrio è dire di ciò che è virtú che è peccato e di ciò che è peccato che è virtú.

(… lo portano via …)

 Posted by at 11:16  Tagged with:

  7 Responses to “ESSERE O NON ESSERE, BACIARE, LETTERA, TESTAMENTO”

  1. dottò, non ti facevo così potente. credevo fossi un ragazzino. e anche tu col teorema di fermat… indubbiamente, troppe coincidenze…

  2. In effetti sono in giro da qualche tempo.

  3. spero mi si perdoni la vergognosa ignoranza, ma questa specie di dimostrazione mi garba assai, dunque un paio di domandine: l’hai scritta tu? se sì: è ispirata, direttamente o indirettamente, a qualcosa (libri, eventi, persone)? se no: da dove viene?

    e quanto ai commenti: che c’entra il teorema di fermat con questo post? o dhalgren si riferiva a qualcos’altro o a qualche altro post? se sì: a cosa o a quale post? e comunque, cosa avrebbe secondo voi di così interessante il teorema di fermat (ne ho letto la voce wikipedia e non ci ho trovato niente di molto fico)? è per caso stato usato in qualche romanzo o cose simili?

    sempre sperando che prima o poi leggerai questo commento…

  4. quello del commento precedente ero io.

    non volevo essere anonimo. l’inconveniente è dovuto a sperimentazione da profano di un proxy (che però direi funziona!)

  5. > l’hai scritta tu?

    E’ una variazione un po’ estrema sulla definizione di vero che si fa risalire ad Aristotele, comunque si tratta di definizioni, non di dimostrazioni.

    Dahlgren si riferiva effettivamente a qualcos’altro, ma non ricordo esattamente a cosa. L’interesse del teorema di Fermat sta innanzitutto nel fatto che sia di enunciazione relativamente semplice e soprattutto nella dichiarazione di Fermat di averlo effettivamente dimostrato, senza pero’ scrivere come; il teorema e’ stato dimostrato vero una decina d’anni fa, ma la dimostrazione fa uso di metodi che non erano ancora stati sviluppati all’epoca di Fermat. Probabile che Fermat si sbagliasse nel credere di averne trovata una.

    > che però direi funziona!

    Quanto meno filtra i cookies.

  6. grazie.

    però se la definizione di vero è ‘vero = ciò che è’ non mi sembra si sia sforzato molto aristotele.

    >definizioni, non dimostrazioni

    a me sembra una specie di sistema assiomatico di un’etica della verità.

    >quanto meno filtra i cookies.

    sì, peccato che fino all’installazione ci arrivo, ma un minimo di configuraggio serio mi rompo il c.

    witt

  7. > però se la definizione di vero è ‘vero = ciò che è’ non mi

    > sembra si sia sforzato molto aristotele.

    No, “vero” e’ dire che le cose come stanno come stanno, la definizione non e’ riferita alle cose stesse.

    Altra osservazione sullo sproloquio di cui sopra: e’ puramente descrittivo e astratto, si considera solo il linguaggio, non altri tipi di coscienza o di esperienza o chissa’ che.

    [Note to self: perche’ Opera ha improvvisamente perso la capacita’ di gestirmi le lettere accentate?]

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