Ago 242005
 

Tommaso Labranca non rientra esattamente nel novero dei miei autori preferiti, ma devo ammettere che tutto ciò è molto bello.

L’acquisto della rilegatura presso il mio abituale spaccio di snobismo è la ciliegina sulla torta, anzi, è il kirsch sul kitsch, spiace non esserci stato. Di piú, un titolo quale "Kore wa Inventabibite Fabbri dewa arimasen" basterebbe da solo a giustificare una vita intera. Ah, doko ni antan no Inventabibite Fabbri wa desu ka?


Aggiornamento:

  1. in un attimo di distrazione non ho citato il problematico De Zani il cui blog mi ha indirizzato al post di Labranca;
  2. ho presunto che tutti i potenziali lettori conoscessero quelle due o tre parole di giapponese necessarie, e quel paio di ovvi ed elementari riferimenti culturali in francese; se cosí non è arrangiatevi;
  3. parlando di giapponesi e della loro peculiare cultura, se conoscete l’inglese vi raccomando caldamente i noti racconti di vita vissuta di Azrael, spesso esilaranti ("Kancho!") e a volte commoventi.

Sorry, the comment form is closed at this time.