Set 182005
 

Dovrei essere l’ultimo a parlarne, perché non sono tanto democratico.

Per me il candidato vincente alle elezioni dovrebbe essere deciso in anticipo dalla saggezza del grande leader Kim Il Sung Kim Il Sung o, in subordine, dal comitato centrale riunito in sessione plenaria.

Ci sono due motivi principali per cui non sono democratico, il primo è il fatto di vivere da anni in un paese straniero nel quale non godo del diritto di voto, il secondo, e piú importante, è l’attuale sistema elettorale pseudo maggioritario in vigore in Italia. Io aborro il maggioritario, figurarsi quando è raffazzonato e abborracciato come il nostro.

Per questo avrei personalmente salutato con allegri spiriti e lieto viso la recente proposta di riforma avanzata da Silvio Berlusconi a nome del polo. Fermo restando nella mia idea che il grande leader Pol Pot e il comitato centrale sarebbero ancora meglio, se proprio ci si deve affidare a un sistema banalmente rappresentativo, l’eccellenza del sistema elettorale proporzionale puro è indiscutibile e auto evidente (termini che uso quando non ho voglia di discutere).

Il mio sistema elettorale preferito è dunque il proporzionale puro, con sbarramento al cinque per cento per non fare confusione (dico cosí, ma in realtà miro al partito unico) e nessun premio di maggioranza. A parte la soglia piú alta, l’unico punto che distingue questo mio ideale dalla suddetta proposta è proprio la presenza di questo premio di maggioranza, che stravolge la base dell’intero sistema.

A differenza degli attuali leader del centrosinistra io, invece di gridare al lupo, questa volta ne avrei pacatamente discusso.


Duodi, 2 jour complémentaire CCXIII; Jour du Génie
Excursus

In un altro mondo, in un’altra vita, oggi ricorrerebbe il quarantaquattresimo compleanno di Elena. A voi non interesserà leggerlo, ma a me importa scriverlo.

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