Ott 152005
 

Scrivo un post come il precedente e, nel corso di una sola giornata, dimentico a casa le chiavi dell’ufficio per la prima volta in sei anni, perdo tre lunghi minuti di fronte a un autista impaziente per ritrovare l’abbonamento per i mezzi pubblici dislocato chissà dove, mi presento alla cassiera del supermercato senza aver pesato frutta e verdura e rimango inebetito di fronte all’ascensore occupato senza rendermi conto che sia tale. Io non sono la persona piú presente a se stessa del mondo, ma certi livelli di regola non li raggiungo.

Ma quanti e quali neuroni richiede il ragionamento astratto?

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  2 Responses to “Relazioni causa-effetto”

  1. tranquillo, da lì in avanti è tutta discesa e i dubbi passano istantanei al bordo della strada.

  2. Il rischio depressione cosmica, quello che ti conduce a dormire su cartoni stesi sopra le griglie della metropolitana, imbottito di carta di giornale e ferocemente abbarbicato al carrello della spesa che contiene le tue possessioni materiali, quel rischio l’ho sentito sfiorarmi due volte nell’ultimo anno in cui ho lavorato a Como, ma molto da lontano.

    Questa invece è la distrazione cosmica che conoscevo quand’ero studente, il concentrarsi su un diverso piano della realtà (o su un’illusione, dipende) disinteressandosi delle piccolezze del quotidiano, ma non perché non ci importa piú di niente, bensí perché, al contrario, ci importa di tutto.

    La sindrome di Talete che mentre pensa cade nel pozzo, meglio, un Talete che scava in prima persona quel pozzo nel quale cadrà piú tardi.

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