Apr 052006
 

Ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani per pensare
che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i
propri interessi.

Silvio Berlusconi (04/04/2006)

Inutile chiedersi cosa intendesse Berlusconi con l’espressione
"i propri interessi" giacché l’ha chiarito egli stesso commentando
la frase sopra riportata, ma non ve ne sarebbe neppure stato bisogno:
l’uditorio cui la frase è stata rivolta e il contesto in cui è stata
pronunciata erano già ampiamente sufficienti a delimitarne il significato.
Si tratta, senza ombra di dubbio, di interessi economici,
anzi, peggio, di interessi economici a breve scadenza.

Berlusconi non è stato sfiorato, o non l’ha comunque dato a vedere,
dal dubbio che al mondo possano esistere altri generi di interesse meno
miopi ed egoistici di quello da lui menzionato, né ha pensato che un elettore
davvero lungimirante dovrebbe avere in mente, al momento di apporre la croce
sulla propria scheda, qualcosa di piú e qualcosa di meglio di un guadagno monetario
a breve scadenza.

Sono purtroppo certo che Berlusconi non sia il solo a ragionare in questo
modo. Il bene comune, per lui e per quelli come lui, non è che una somma di vantaggi
economici destinati a singoli cittadini.

Questo è quello che mi dà davvero
fastidio; di fronte a tanto disinteresse per la società umana nel suo
complesso e per il suo avvenire la terminologia utilizzata è irrilevante.

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