Apr 062006
 

Tra gli appassionati lettori delle opere di Jorge Luis Borges ve ne sono alcuni in grado di discernere il mistico e teosofo svedese Emanuel Swedenborg (personaggio caro alla mistica del nazismo magico, sto cominciando a vedere nazisti nascosti dappertutto) celarsi a malapena dietro il personaggio di Nils Runeberg. Costoro soprattutto saranno lieti di apprendere come in data odierna la National Geographic Society abbia annunciato nel corso di una conferenza stampa la prossima pubblicazione di una traduzione inglese del manoscritto coptico del vangelo secondo Giuda Iscariota, testo sacro alla setta protocristiana gnostica dei Cainisti (o Cainiti) che fu redatto su papiro verso il 300 dell’era moderna, traducendo a propria volta un originale greco presumibilmente composto alla stessa epoca dei manoscritti del Mar Morto (150 DC circa). La traduzione verrà presentata estesamente in una serie di documentari messa in onda sul National Geographic Channel a partire dal nove aprile prossimo.

Si tratta soltanto di pochi eretici estromessi dalla chiesa ufficiale millesettecento anni fa e ormai scomparsi da molto tempo? Strano a dirsi, questo articolo del 2001 scritto da Antonio Socci per il Foglio sembrerebbe indicare l’esatto contrario. Il genere di teologia da adottarsi è una questione interna alle organizzazioni religiose in generale e, in questo caso specifico, alle chiese cristiane e a quella cattolica in particolare, son cose insomma che non mi riguardano minimamente. Colgo tuttavia nel tono dell’articolo in questione una preoccupante inclinazione verso l’esaltazione dei superuomini predestinati. La primavera mi rende paranoico, speriamo che passi.

Intanto, sarò io a passare qualche link:


Dopo i nazisti, Socci. Devo espiare, e in fretta. Qualcuno ha per caso una vecchia edizione delle opere complete di Nicolae Ceausescu o di quelle di Enver Hoxha da vendermi?

  3 Responses to “La versione originale di Giuda”

  1. copto? comunque anch’io ho scritto un vangelo perso da molti anni: il vangelo di gristo.

  2. È scritto in coptico e appartiene alla chiesa copta, quella guidata dal papa. Il titolo di “papa” è utilizzato anche dal pontefice romano, ma tecnicamente è un’usurpazione, dato che tradizionalmente spetta al patriarca di Alessandria.

  3. Ehm, ma in realt&agrave mi sono dimenticato di dire che “copto” è la lingua e “coptico” l’alfabeto. Almeno credo.

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