Ago 212006
 

Я человек больной... Я злой человек.
Непривлекательный я человек.
Io sono un uomo malato... sono un uomo astioso.
Un uomo senza alcunché di attraente.”

"Memorie dal Sottosuolo" Fedor Dostoevskij (1865)

Con la possibile eccezione di un paio di canzoni, per altro identiche tra loro al punto dell’indistinguibilità, non ho mai particolarmente apprezzato gli Smiths, figuratevi cosa posso mai pensare della carriera solista di quel sapiente autore di lagne deprimenti che risponde al nome di Stephen Morrissey. In passato questo non mi ha impedito di apprezzare Morrissey nella sua veste, meno pretenziosa, di giornalista musicale e presidente del ramo inglese del fan club delle New York Dolls, nonché in quella di amico di lunga data di due musicisti che invece apprezzo parecchio: Linda “Linder Sterling” Mulvey e Howard “Devoto” Trafford (non “Howard Trotter” come sostiene allmusic).

Disgraziatamente nessun uomo è composto di compartimenti stagni e qualche mese addietro il Morrissey cantante ha inopinatamente deciso di offire il proprio tributo a un vecchio amico incidendo una cover di “A Song from Under the Floorboards” originariamente composta ed eseguita nel 1979 dai Magazine di Howard Devoto, si trattava di una delle mie canzoni preferite di sempre. Tutto considerato, la versione di Morrissey non è neanche male, anzi, ma niente sarà piú come prima; in luogo di una riuscita rappresentazione tanto rabbiosa quanto autoironica dell’eternamente rinnovato malessere adolescenziale, sarò irrimediabilmente condotto ad assistere mentalmente ai poco dignitosi dolori di un effemminato signore inglese di mezza età con il mal di pancia.

Come se non gli fosse bastato, un paio d’anni fa, convincere a riunirsi i miseri resti delle New York Dolls… qualcuno lo fermi.

 Posted by at 15:53  Tagged with:

  14 Responses to “Una tragedia minore”

  1. benvenuto è vivo e lotta insieme noi.

  2. Sono ben altre le tragedie che dovrei commentare, ma indipendentemente dalla mia volontà questo blog ha assunto un tono che, sia pure disordinato e schizofrenico, si accorda poco con quello che vorrei dire e con il modo in cui vorrei dirlo.

  3. a me piacciono gli smiths..

  4. imnothing> a me piacciono gli smiths

    I loro singoli non dispiacciono poi troppo neanche a me, soprattutto i primi, ma se di pop degli anni ’80 si deve parlare preferisco le cose piú spensierate, alla Talulah Gosh (da qualche parte nel mio intimo alberga una quindicenne svampita, evidentemente).

  5. però devo ammettere che moz da solo è diventato un po’ pesantuccio…fatta eccezione di un paio di singoli tipo first of the gang to die il resto è piuttostopesante. cmq io non sono per niente un’esperta…parlo secondo i miei gusti,discutibilissimi. non sono assolutamente esperta di musica…

  6. Prova di commento, caro Cigazzo, scelgo gli Smiths anche se non ho molto da dire al proposito. Sono comunque, al riguardo, molto più favorevole di te alla banda ma soprattutto concordo con te nel giudizio in merito a Floorboards dei Magazine. Sto elaborando le mie TOP 30, cosa che non ho mai pensato di fare quando mi appassionava l’argomento e che ho deciso di fare proprio ora che per motivi vari (temo soprattutto anagrafici) sono al riguardo un pò tiepido. Spero di non prendere cantonate dovute alla parziale desuetudine al mio comunque amatissimo quattro-quarti. Ti invierò l’elaborato in questione quando lo considererò abbastanza attendibile. Ciao

  7. > Sono comunque, al riguardo, molto più favorevole di te alla banda

    Fin dall’acquisto di “Hatful of Hollow” nel lontano 1984, se ben ricordo. Io millanto parecchio, ma dopo il 1988/1989 c’è il buio totale: per esempio non avevo alcuna idea della brillante carriera condotta dagli ex Squirrel Bait,di cui comprai Skag Heaven quando uscí, ma l’esistenza dei cui successori (tra cui Slint, Bitch Magnet, Bastro, Gastr del Sol, Tortoise, The For Carnation…) mi era del tutto sconosciuta fino a un paio di anni fa.

    cfr. here

  8. Saluto con piacere l’ingresso di mauracho a.k.a. maurazz nel blog e concordo sul giudizio favorevole sugli Smiths (soprattutto i singoli e l’album “The queen is dead”).

    Non conosco i pezzi dei Magazine, mi davano l’idea, dalle recensioni lette, di un gruppo “freddino”.

    L’onnisciente Scaruffi, tra l’altro, li sistema con un perentorio: “Come bara del punk-rock funzionarono alla perfezione; come musicisti, un po’ meno.”

    http://www.scaruffi.com/vol4/magazine.html

    Saluti.

    KRVZ

  9. L’albero genealogico degli Squirrel Bait è veramente imponente (e quasi illeggibile). Dei figli conosco personalmente solo gli Slint e, a differenza dei capostipiti, non riesco a farmeli piacere.

  10. Il secondo album degli Slint (Spiderland), che è considerato quello fondamentale, è assai diverso dal primo (Tweez, che a me ricorda molto i Big Black di Steve Albini), ma non lo conosco abbastanza bene per esprimere un giudizio.

    Scaruffi non è piú onnisciente di me, a mettere nomi insieme siamo capaci tutti, ma ad ascoltare per davvero tutta quella roba non è capace nessuno.

    I Magazine, per esempio, non deve averli ascoltati bene, come si fa a dire che John McGeoch (R.I.P.), Barry Adamson e Dave Formula non fossero perfetti musicisti? Per non parlare del concetto di “bara” del punk, che è un caso lampante di “se le canta e se le suona anche”. Ottimo come riferimento enciclopedico, Scaruffi (e i suoi collaboratori, non scrive mica tutto in prima persona) va preso nei suoi giudizi con ampio beneficio di inventario.

    Tornando a bomba su Slint e discendenza, contrariamente all’ala cosiddetta “neo-progressive” contigua al post-rock (che non ho capito bene cosa sia), che mi fa ampiamente cagare (Tortoise, Sigur Ros, Godspeed You Black Emperor etc. etc.), le influenze progressive nei Magazine mi piacciono parecchio.

  11. Sono d’accordo sulle qualità di McGeoch ed Adamson, grazie ai dischi di Siouxie e Nick Cave, ma Dave Formula mi risulta perfettamente sconosciuto: da dove proveniva e cosa ha fatto dopo i Magazine?

    KRVZ

  12. > da dove proveniva

    Da nessuna parte; escluso Devoto i membri dei Magazine hanno esordito professionalmente con i Magazine stessi.

    > e cosa ha fatto dopo i Magazine?

    Ha suonato con i Visage (che erano una specie di joint venture commerciale tra vari esponenti di Magazine, Ultravox e Joy Division) e nell’ultimo EP dei Ludus (Completement Nue au Soleil), dopo di che ne ho perso le tracce.

    Secondo Wikipedia “Formula joined the “world music” band The Angel Brothers in 2003, playing in their two critically acclaimed albums “Punjab To Pit Top” and “Forbidden Fruit”.”

  13. I Visage di “Fade to grey”? Ma non erano un gruppo di disco-music?

    Mi pare di ricordare di averli visti da Cecchetto a Disco Ring o, addirittura, a Domenica In…

    KRVZ

  14. New Romantic, non Disco Music. Wikipedia non dice che sul secondo album suona anche Bernard Albrecht (Joy Division & New Order).

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