Dic 192006
 

"O sapientissimo Thoth, una cosa è esser capaci di inventare una tecnica, ben altra saperne valutare l’utilità o il danno che causerà ai suoi utilizzatori.

Tu, dato che sei l’inventore delle lettere, poco fa hai loro attribuito per benevolenza paterna l’esatto contrario del loro effetto.

Esse produrranno invece l’oblio nell’animo di chi le userà, per mancanza dell’esercizio della memoria, proprio perché confidando nella scrittura essi ricorderanno le cose dell’esterno tramite questi segni estranei e non dall’interno, dal profondo del sé.

Tu non hai dunque scoperto un aiuto per la memoria viva, ma solo un trucco per ricordare cose morte. Non offri verità ai tuoi allievi, ma la vana sembianza della vera sapienza; infatti essi grazie a te, informandosi di molte cose con la lettura soltanto, ma senza insegnamento diretto, appariranno superficialmente eruditi pur essendo profondamente ignoranti; sarà difficile per il vero saggio accompagnarsi a loro, perché la fama li dirà sapienti, senza che lo siano affatto."

Platone, Fedro (parafrasato)

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