Gen 272008
 

Disabilitare per sbaglio il supporto HID (Human Interface Device, per esempio mouse e tastiera) nei parametri del kernel Linux non è una mossa brillantissima. Difficile non rendersi conto delle conseguenze al primo boot, per altro.

  2 Responses to “Errori”

  1. scusa l’off-topic ma di là mi hai lasciato un commento troppo interessante (e non trovo la tua mail).

    Stabilire le regole della moltiplicazione non significa affatto che tutte le moltiplicazioni possibili esistano e infatti l’aritmetica senza induzione moltiplicativa di Presburger, dove manca una metaregola che possa automaticamente tener conto contemporaneamente di tutte le infinite moltiplicazioni possibili, ha proprietà ben diverse dall’aritmetica ordinaria dove la metaregola induttiva si può applicare anche a formule contenenti la moltiplicazione

    ho dato un’occhiata all’aritmetica di Presburger. bellissimo. però nella mia semplicità non capisco una cosa. come fa in un sistema simile a non essere definita la moltiplicazione in senso aritmetico, se è definita l’addizione? esistono delle regole della moltiplicazione che non sono definite dalle regole dell’addizione?

    non si può provare che (x+x)+(x+x)+(x+x) = (x+x+x)+(x+x+x) ?

    non è solo questione di aggiungere un simbolo?

    sicuramente sbaglio, ma vorrei sapere perchè.

    (so bene che esistono sistemi in cui si definisce la moltiplicazione non commutativa, ma non sono subset dell’aritmetica, a quanto ne so)

  2. È perché Wikipedia la definisce superficialmente. Ovviamente la moltiplicazione è definibile in modo iterativo a partire dall’addizione.

    Quello che non si può fare in quella teoria, invece, è applicare il principio di induzione a formule che contengano il simbolo di moltiplicazione come sopra definito, bisognerebbe invece procedere iterativamente.

    Questo impedisce di fare affermazioni che coinvolgano un’infinità numerabile di interi quando compaiono simboli di moltiplicazione e divisione.

    Da qui l’impossibilità, per esempio, di fare affermazioni sulla totalità dei numeri primi, per esempio di dimostrare che siano infiniti, nonostante che, dato un numero qualunque, sia sempre possibile decidere se sia primo o meno.

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