Mar 142008
 

Love – My Little Red Book (1966)

La versione del classico di Burt Bacharach[1] eseguita dai Love di Arthur Lee (e Bryan MacLean) segna l’esatto punto di transizione tra il Garage Punk e la Psichedelia statunitense. Di lí a poco, seguiranno nel genere altri vecchi gruppi garage come Seeds, Standells, Chocolate Watchband, Leaves e Brogues (in seguito noti come Quicksilver Messenger Service) e folk come Byrds, Charlatans, Great Society e Jefferson Airplane, affiancandosi a gruppi nuovi come 13th Floor Elevators, Grateful Dead e Doors (che pertengono al sottogenere “acid”).

Syd Barrett si ispirerà al riff di chitarra di My Little Red Book per dare il la alla psichedelia inglese con “Interstellar Overdrive” dei Pink Floyd.


[1] la versione originale, del 1965, fu affidata a Manfred Mann

  3 Responses to “Love – My Little Red Book (1966)”

  1. Sapevi che Bryan MacLean è il fratellastro di Maria McKee, leader degli stantii country-rockers Lone Justice (band osannata negli anni ’80 forse dal solo e decrepito Ultimo Buscadero)?

    Buon sangue (o meglio mezzo-sangue) a volte mente…

    Cravizza aka KRVZ

  2. Non sapevo, MacLean per altro (scomparso nel 1998, mi pare) non è che abbia combinato gran che dopo Forever Changes.

  3. Occorre precisare che “Alone Again Or” vale una vita intera, comunque.

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