Apr 152008
 

“We have met the enemy and he is us” Walt Kelly.

Dal 2001 in poi mi sono reso conto che tutti, ma proprio tutti, gli italiani che ho conosciuto al di fuori della mia personale riserva indiana erano supporter di uno dei partiti del polo. Dai lavoratori dipendenti, a quelli autonomi, dai commercianti agli imprenditori. La fascia dei venti-trentenni lombardi, poi, è pressoché unanime come, sospetto, gli studenti delle superiori.

Per riserva indiana intendo alcune (ma non tutte) amicizie di vecchia data, l’ambiente universitario e quello della rete, che per quanto riguarda l’Italia sono molto, ma molto poco rappresentative.

Non essendo un politico, né avendo la minima ambizione in tal senso, sono felice di non dover trarre conclusioni pratiche da tale situazione. Da parte mia ho sempre saputo di avere idee politiche condivise soltanto da una minuscola minoranza. Preciso meglio a scanso di equivoci, si tratta di una minoranza molto piú piccola di quelle già minuscole spazzate via da quest’ultima elezione, la mia scomparve verso il 1982:
nessuno dei partiti in lizza in queste elezioni mi rappresentava minimamente, a voler cercare con il lanternino forse il gruppo a me piú ideologicamente vicino erano i socialisti di Boselli[1], che trovo un po’ patetici a prescindere.

D’altra parte non devo vincere alcuna competizione sportiva e dunque non è necessario che io sacrifichi le mie convinzioni sull’altare di un’improbabile vittoria.

A dire il vero, sono anche abbastanza certo che Berlusconi non causerà direttamente molti piú disastri di quanti ne abbiano fatti a loro tempo Thatcher e Reagan, pur non essendo un politico all’altezza neppure di questi non eccelsi modelli.

Se ci saranno disastri, e a mio parere quasi sicuramente ci saranno, saranno dovuti a cause di ampiezza planetaria tali che nessun altro governo possibile le avrebbe potute evitare. Neanche i governi impossibili avrebbero potuto.

Sono convinto da anni che sia assolutamente fondamentale, e forse mai come in questo momento, neutralizzare il piú possibile l’influenza diretta delle gerarchie cattoliche sulla politica italiana e una flebile speranza che questo possa avvenire adesso c’è.

Sono sicuro che non avrei apprezzato un governo con dentro la Binetti piú di quello che ci si prepara adesso, per quanto deprimente.

C’è di buono che, essendo le mie aspettative nerissime, se sarò sorpreso non potrò che esserlo piacevolmente.


[1] Sí, lo so, ogni volta indico un partito diverso. Gli è che non mi riconosco in nessuno, appunto.

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  3 Responses to “Questo non intendevo scriverlo, ma è uscito dalla tastiera da sé e tocca postarlo”

  1. Assolutamente d’accordo sulla necessità di eliminare l’influsso delle gerarchie cattoliche e sui socialisti di Boselli. Purtroppo votare per i socialisti è un pò come comprarsi una Skoda: va bé che è gruppo Volkswagen-Audi, e quindi all’onore del mondo, ma per noi born in the sixties c’è uno zoccolo duro da vincere … non è mica facile!

  2. La storia non si fa con i se e con i ma, tuttavia non posso fare a meno di chiedermi che sarebbe successo se Henry Wallace, invece di essere sostituito da Truman, fosse divenuto presidente degli USA alla morte di F.D. Roosevelt.

    Altro che Kennedy (per cui non ho mai avuto troppa simpatia, diciamo).

  3. …ma come SEI D’ACCORDO? Che fine ha fatto il devoto baciapile che tutti abbiamo amato per i suoi rari ma intensi momenti di trasgressione?

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