Apr 182008
 

Con il trascorrere del tempo i termini che definiscono i vari generi
musicali subiscono spesso uno spostamento semantico.

Per esempio, con “musica classica” si dovrebbe intendere, a rigore, quel
periodo della musica colta che separa il periodo barocco da quello romantico,
dall’invenzione del pianoforte allo sviluppo della grande orchestra
sinfonica, dai figli di Bach, gli Stamitz, i Benda, a Beethoven e Schubert,
passando per Haydn e Mozart (e Vanhal, Dittersdorf, Ordonez, Hofmann,
Cannabich, Kraus…). Oggi, tuttavia, si usa dire “musica classica” per
indicare tutta la musica occidentale di origine non popolare, inclusa la
musica classica propriamente detta.

Nel campo della musica popolare una cosa simile, ma ancor piú spettacolare è
accaduta al termine “emo”, inizialmente usato tra la fine degli anni ’80 e
l’inizio dei ’90 da alcuni giornalisti privi di spirito per indicare, con una
certa irritazione dei diretti interessati, quelle evoluzioni dell’hardcore punk
rappresentate, per esempio, da Rites Of Spring e Fugazi, ma che oggigiorno
indica un genere di rara lagnosità solo vaghissimamente imparentato con
quelli.

Lo stesso è accaduto con “new wave”. “New wave” era originariamente un
termine ombrello, a livello classificatorio piú alto di quello di “emo”, che
includeva tutti i sottogeneri rock che non facessero parte del sistema
commerciale della fine degli anni ’70. Tutto ciò, insomma, che non era
progressive (il rock contaminato con i generi “colti”, dalla “musica classica”
di cui sopra, al jazz), né glam, né pop-bubblegum, né adult-oriented (FM e AM).
Per quanto la contiguità spaziotemporale con questi generi abbia favorito,
come sempre nel rock, un ampio grado di contaminazione e la separazione,
dunque, non sia sempre netta (per esempio i New York Dolls, gruppo che ebbe
una forte influenza sulla new wave e sul punk, erano un vero e proprio gruppo
glam).

In particolare la new wave si sviluppò in modo sotterraneo e quasi
dilettantesco tra il 1971 e il 1975 con gruppi come Devo (1971), Modern Lovers
(1971), Suicide (1972), Neon Boys (1973), Rockets From The Tomb (1973, i quali
dettero origine a Pere Ubu e Dead Boys), gruppi che sarebbero emersi, in prima
persona o tramite discendenti diretti, a partire dal 1975 in avanti. La spinta
iniziale fu data dal CBGB di New York, dove si esibirono per la prima volta
gruppi esordienti quali Ramones (1974), Television (1974), Heartbreakers
(1975), Patti Smith Group (1975), Blondie (1975), Talking Heads (1975), Mink De
Ville (1975) e molti altri (allora la “New Wave” tout court, oggi in genere
definita “New York Punk”).

Questi nuovi gruppi ottennero un successo dapprima locale e limitato, e
quindi una certa popolarità che si allargò in Inghilterra e in Europa, dove si
svilupparono gruppi locali in gran numero e verificò un’esplosione di gruppi di
successo (siamo nel 1977), nonché una certa divisione ideologica tra “new wave”
e “punk”, con un’ampia gamma di posizioni intermedie e la nascita di una vasta
serie di sottogeneri, il “synth pop” derivato dai Suicide (Soft Cell, la prima
Human League), il “punk” ispirato da Ramones, Voidoids e New York Dolls
(Damned, Sex Pistols, Clash, Buzzcocks, Subway Sect), la “new wave” di Talking
Heads e Television a volte colorita dalle influenze progressive (XTC, Magazine,
Wire, Stranglers, i primi Ultravox!), a recuperi di influenze Pub Rock vicine a
Mink De Ville e Tuff Darts, ma con forti influenze locali e, a volte, una mano
di rockabilly (Graham Parker, Elvis Costello, il primo Joe Jackson).

Mentre quel poco di successo che i gruppi del CBGB avevano ottenuto negli
USA non aumentava, andava anzi declinando, tra il 1978 e il 1981 la Gran
Bretagna visse la fase del post-punk, che vide in particolare l’emergere della
“new wave inglese in bianco e nero” contrapposta alla “new wave inglese a
colori”.

In bianco e nero il “dark” di Cure e Joy Division, poi fuso con il “punk”
di Siouxsie & The Banshees e, piú tardi, con il “goth” statunitense dei
Christian Death dette origine a quello che oggigiorno si chiama ancora
“goth”.

A colori, gli esordi art-glam dei Japan, il pop-punk di Adam & The Ants,
il new romantic dei primissimi Depeche Mode, che quasi subito cambiarono
direzione, ma furono rimpiazzati immediatamente da Spandau Ballet, Visage
(che avevano in formazione elementi di Magazine e Joy Division), Classix
Nouveaux (il gruppo punk degli X-Ray Spex con un nuovo cantante), la nuova
Human League dopo la scissione di BEF/Heaven 17, i nuovi Ultravox dopo
l’abbandono di John Foxx e l’arrivo di Midge Ure.

Fu quest’ultimo gruppo, quello dei New Romantic, (di gran lunga il meno
meritevole, a mio giudizio) che tra il 1981 e il 1982 fu reimportato negli
Stati Uniti dove con il passare del tempo venne identificato come “New Wave”
tout court.

Nel frattempo la new wave si era in parte rafforzata anche negli USA
con gruppi quali i B-52’s (1978) o i canadesi Martha & The Muffins (1980).

[N.B. Gruppi new wave fondamentali di qua e di là dell’Atlantico quali
Pylon, Young Marble Giants, Television Personalities, Polyrock
ebbero cosí scarsa risonanza commerciale che non vale neanche la pena di
citarli in questo contesto, ho anche deliberatamente trascurato tutto
il sottogenere funk-wave, dal Pop Group e discendenza agli Au Pairs.]

La new wave senza aggettivi continuò a essere rappresentata da gruppi come
gli inglesi The Sound e Psychedelic Furs (questi ultimi non estranei al glam),
gli irlandesi U2, gli scozzesi Simple Minds (dalle influenze progressive),
tutti formatisi intorno al 1978.

Ciò premesso, questo articolo mi pare un po’ superficiale. Anche perdonando il tentativo di far passare B-52’s e REM per contemporanei.

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