Ago 062008
 

In questo blog mi occupo poco di nuove tecnologie, ma mi tocca segnalare che per una volta la Repubblica sembra essere abbastanza sulla notizia.

Il concetto di rete di oggetti (Internet of things) non è nuovissimo, ma l’interesse dei media specializzati si è incrementato negli ultimi mesi.

L’articolo della Repubblica si limita all’ambiente universitario italiano, su cui per esperienza sono scettico, magari a torto. Non tanto per colpa degli universitari, non di tutti, almeno, ma per la totale carenza di finanziamenti e di integrazione con l’industria. Per colpa dell’industria italiana, soprattutto, che non fa ricerca e quando la vuole fare non è in grado di reperire i finanziamenti necessari.

A complemento dell’articolo io segnalerei almeno questo progetto imprenditoriale a compartecipazione italiana che si occupa di spime (di Leandro Agrò ho stima). Non a caso il progetto ha sede in California, non in Italia.

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