Ago 062008
 

Le categorie (tag) per la classificazione degli articoli contengono ambiguità, ridondanze e deficienze che ricordano da vicino, per citare “L’idioma analitico di John Wilkins”, quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a quell’enciclopedia cinese che s’intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli.

Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all’Imperatore, (b) imbalsamati, (c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s’agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.

A dispetto dell’interfaccia di Splinder, terribilmente inefficiente e del tutto inadatta allo scopo, sto tentando di governare questo caos. Non escluderei l’adozione, per disperazione, di qualcuno dei tag elencati da Borges.

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