Ago 242008
 

Il corrierone si preoccupa del tracciamento degli utenti compiuto da Google. Personalmente uso un proxy anonimo fin dal 1997 (squid, junkbuster e infine privoxy), cioè da un paio d’anni prima che Google esistesse.

Per rimarcare la tempestività dell’articolo farò notare che le prime segnalazioni pervenutemi del tracciamento degli utenti da parte di Google, e una discussione preliminare sulle contromisure da prendere, le lessi in questo thread su scary.devil.monastery datato 25 marzo 2000, quasi otto anni e mezzo fa.

Nel quarto messaggio di quel thread Eric the Read enuncia “delusions of portalhood” che adottai come titolo della mia pagina web personale da metà 2000 a metà 2005. Uno solo dei siti aggregati in quella pagina è ancora nel mio feed (The Register).

Tra le notizie congelate dal Web Archive nel febbraio 2003, mi pare notevole questa qui tratta da kuro5hin.

  2 Responses to “Sempre sulla notizia”

  1. I proxy non servono con la profilazione. I proxy servono ad nascondere il proprio sorgente IP nel tratto di connessione che va dal proxy al server destinatario. questo veniva utilizzato per effettuare connessioni, se vuoi, “anonime” solo per il server che stiamo contattado.

    Nel caso specifico della profilzione i dati raccolti descrivono i tuoi interessi il piu’ possibile univocamente (o ancora piu’ univocamente, se metti una login e una password personali 🙂 e questo crea una sorta di “immagine digitale” che puo’ essere raffrontata con i tuoi comportamenti futuri per essere correlata. se ti interessa sviscerare l’argomento, ecco un link:

    http://www.delirandom.net/20080321/vecchi-attacchi-allanonimato-e-svisceramento-di-questa-occulta-profilazione/

  2. Io non uso i proxy per mascherare l’IP, userei tor, nel caso, bensí per filtrare i cookies.

    Di usare username e password non se ne parla neanche.

Sorry, the comment form is closed at this time.