Su per la strada veniva Curucurro

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Mag 232015
 

Aveva gli occhi spalancati e tondi e una bocca aperta da stordito come non gli si era vista mai. A tutti capita di tanto in tanto d’aver l’aria degli scemi, ma nessuno che lo conoscesse poteva ricordare d’aver mai incontrato Curucurro con stampata sul viso un’espressione men che dignitosa, tantomeno quel muso da intronato.

Sul medesimo marciapiede si avanzava gagliardo il Moccietto in direzione opposta, gli anfibi che mordevano feroci l’asfalto screpolato e umido, lo sguardo fisso al cielo in cui si aprivano macchie d’azzurro intenso che parevan dipinte, tra pezze di nuvolaglia bianca e grigia, a tratti persin nera, resto del breve e precoce temporale cessato allora allora, che si fuggiva ratto verso l’orizzonte.

Il sole del primo meriggio fece improvvisamente capolino scacciando a un tratto la fresca brezza, svaporando l’asfalto in un vago sentore d’afa.

Il Moccietto che non guardava dove stava andando si trovò all’improvviso abbrancicato a Curucurro, il quale con quel tanto di fanali che si ritrovava pure pareva non veder nulla e nessuno innanzi a sé.

«’cazzo fai, Curucurro», lo apostrofò il Moccietto come se in proprio non avesse colpa alcuna, ma senza troppo mostrarsi adirato ché quello aveva fama di bullo ed era grosso il doppio, «cosa ti è successo?»

Il buonismo come arte della rappresentazione

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Mar 022014
 

Impossibile trovarne una recensione negativa, neanche pagando qualcuno perché ne scriva una appositamente per me.

Ciònonostante i libri di Colum McCann continuano a non piacermi per nulla.

Михаил Афанасьевич Булгаков – Мастер и Маргарита

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Dic 222013
 

Michail Afanas’evič Bulgakov, scrittore ucraino, russo e sovietico, successore e degno erede di Nikolaj Vasil’evič Gogol’, è quanto di più vicino io conosca, tra gli scrittori di quei paesi, a Robert Stevenson, Alexandre Dumas père o al nostro Emilio Carlo Giuseppe Maria Salgari: uno scrittore di avventure realmente popolari e comprensibili a ognuno.

N+otevoli sono tutte le sue opere, il romanzo “La guardia bianca”, reazionario e appassionato, “I racconti di un giovane medico”, crudi e realisti, gli “Appunti scritti sui polsini”, fantasiose cronache in stile giornalistico, i racconti grottesco-fantascientifici sulla scia di Gogol’, “Il consulente con gli zoccoli”, “Le avventure di Čičikov”, “Le uova fatali” e “Cuore di cane”, la “Vita del signor de Moliere” e il “Romanzo Teatrale”, ferocissime critiche del teatro stalinista, e dello stalinismo stesso, che si accaniscono in particolare sullo Stanislavski del famoso metodo, ritengo ingiustamente, ma non per questo meno efficacemente.

Ma la sua fama resta legata soprattutto a “Il maestro e Margherita”, romanzo semplice, chiaro, lineare e godibilissimo.

Intreccio che unisce i temi universali esposti dalle classiche fiabe russe di cui è protagonista la strega Baba Yaga, dalle fiabe di tutta Eurasia di cui è protagonista il diavolo, dai racconti popolari sul Gesù dei vangeli apocrifi, dalla satira gogoliana della burocrazia, fino alle grandi storie d’amore, temi e narrazioni che tutt’ora possiamo facilmente comprendere e condividere e che i nostri discendenti potranno condividere e comprendere esattamente come noi.

Da una parte pesante satira del comunismo sovietico, cinica ma non distruttiva, che pretende di riformare la società e creare l’uomo nuovo mentre si limita, se mai, a rimescolare i ruoli lasciando la sostanza degli uomini e delle cose del tutto invariata, dall’altra storia di un amore contrastato, da un’altra ancora storia di incomprensione e di travisamenti, dall’altro percorso di crescita per l’autore, la cui figura reale e idealista è mascherata dietro il primo protagonista, il poeta Ivan Bezdomnyj, e la cui figura ideale e realista è raffigurata nel secondo protagonista, il Maestro. Nel corso del romanzo il Bulgakov ideale sarà fuor di metafora guida e maestro del Bulgakov reale, portandolo ad accettare la realtà così com’è, primo necessario passo per poterla cambiare, senza essere offuscati dagli occhiali affumicati di un’ideologia preconcetta.

Il romanzo è scritto tanto bene e con tale realismo che è stato possibile ricavarne una versione pressoché letterale e fedelissima in dieci puntate da un’ora girate per il piccolo schermo, i cui dialoghi sono letteralmente estratti dal volume stesso, senza doverli modificare. La versione televisiva del 2005 del regista Vladimir Bortko è uno di quei rarissimi casi di trasposizione di un libro sullo schermo che non tradisce affatto l’originale, anzi, lo rafforza. Ma il merito è nell’opera di Bulgakov, il cui contenuto profondo è reso interamente accessibile dalla maestria dell’autore, senza che il lettore debba affannarsi a scavarne tesori nascosti.

Metacitazione (alla Leo Strauss)

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Nov 162013
 

«Opere come “Straniero in terra straniera”, che solo un docente di americanistica può dire di capire davvero.»

Per quanto io consideri Heinlein un insopportabile imbecille, mi pare che anche rivoltata in questo modo la frase resti comunque una stronzata. Poi, cosa ci sia di incomprensibile in una satira in salsa fiabesca della burocrazia attraverso i secoli lo sa solo l’autore della versione originale di quanto sopra. Le fiabe costituiscono una delle parti davvero universali e universalmente comprensibili della letteratura umana, se non la sola; e se ce ne è un’altra è proprio la satira nei confronti del potere.

Stanisław Lem aveva ragione

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Nov 132013
 

La mia prima reazione dopo aver letto Sandkings di George R.R. Martin: “ecco un altro tipico racconto di fantascienza statunitense, dipinto a vivaci colori in superficie e completamente privo di profondità, dove gli alieni si comportano esattamente come esseri umani a mala pena coperti da una maschera escogitata dal mediocre autore”.

La prima recensione che leggo: “Aliens in science fiction are often hardly alien at all. They look odd or have some strange quirk of race but they are mostly human. “Sandkings” by George R.R. Martin is a story about creatures that are truly alien.”

Gente cresciuta con i fumetti dei supereroi, gli americani.

Aracnoide (seconda parte di “Meningi”)

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Ott 082013
 

Non io scelsi di essere ciò che sono. Nato da poco, appena mi apprestavo a lasciare zampettando il luogo natío che già vagheggiavo d’essere altro da me, uno di quegli alti esseri che scorgevo trascorrere a volo sopra i miei passi veloci, forse una libellula vaga e feroce, oppure un coleottero ronzante, a volte addirittura uno di quei grandi animali imperturbabili e ricoperti di piume che mi avrebbero afferrato e divorato in un istante, per poi subito dimenticarmi, se abbassandosi si fossero accorti di me. Come si impara presto che il proprio destino è irrinunciabile!

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La casa che stava lí ogni volta

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Ott 072013
 

Ogni poche settimane, la domenica sera, passavo da lí col treno. A un certo punto i binari formavano un’ampia curva nel fondovalle, la velocità diminuiva e alla mia destra potevo comodamente osservare la casa con la veranda dalle ampie vetrate ad arco rivolta a occidente. Ne immaginavo gli abitatori seduti a osservare il sole al tramonto, riflesso nelle acque del lago al di là della ferrovia, come il fuoco che a tarda notte si spegne nel camino, quando le ultime scintille se ne corrono via su per la cappa e le si osserva in trasparenza, attraverso un calice di vino ambrato.

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Pazzo di Neve

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Ott 062013
 

Se lo si fosse chiesto, ammesso che la domanda avesse un senso, a uno qualunque degli abitanti del luogo la risposta sarebbe stata che si trattava indubbiamente di un paese di montagna. L’ipotetico interlocutore, anzi, si sarebbe certamente mostrato offeso verso lo straniero che avesse osato mettere in dubbio una cosí ovvia affermazione.

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El cuento de la sombra

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Ott 052013
 

Giunto al limitare dei quarant’anni il conte Federigo de Buenaventura y Molina si rese improvvisamente conto di avere fino a quel momento vissuto per errore la vita di un altro.
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Diari di viaggio dell’Inquisitore (terza di copertina)

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Ott 042013
 

Il giorno undici del mese di maggio 1496, quattro anni dopo il primo viaggio di Cristoforo Colombo, l’anno precedente al primo viaggio di esplorazione di Vasco da Gama, la caravella spagnola San Pedro de Arbués salpa segretamente da porto Palos per ordine dei re cristianissimi Fernando e Isabella, al comando del grande navigatore veneziano Agostino Navigero, onde compiere il periplo del continente africano e recare la religione cattolica alle popolazioni delle Indie.

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