Cose inaspettate

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Lug 202014
 

Dichiarata la mia stima per entrambi, non mi sarei aspettato che Mike Watt (ex di Minutemen e fIREHOSE) e Gong Ming-Ji (la Minzy delle 2NE1) si seguissero su twitter a vicenda. Età e genere musicale molto diversi tra loro, quanto meno. E invece. Cosa resa ancor più peculiare dal fatto che Mike Watt segue dieci blog in tutto.

Update: ovviamente c’è chi l’aveva notato ben prima di me

Feb 022013
 
The Adverts

Gaye, T.V., Laurie, Howard

“The wonders don’t care, we don’t give a damn”

Sono sempre in dubbio se non pubblicare piuttosto “Gary Gilmore’s Eyes”, che alla fine dei conti mi piace forse di più, ma finisco sempre per decidere altrimenti. Il primo album degli Adverts resta comunque una pietra miliare del genere.

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Sham 69 – Family Life (1978)

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Feb 012013
 

“too bloody big for your boots”

Un gruppo che senza troppe colpe, se non quella di essere programmaticamente antielitario, si trovò periodicamente a essere assillato da fan particolarmente violenti che praticavano il contrario di quello che Pursey predicava, e nel caso di Pursey la nozione di predica non è metaforica. La selezione all’ingresso pare brutta, ma talvolta serve.

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Buzzcocks – Harmony In My Head (1979)

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Gen 312013
 

Il primo gruppo di punk inglese a non provenire da Londra, i mancuniani Buzzcocks esordirono pubblicando “Spiral Scratch”, il primo EP autoprodotto della propria era. Lasciato amichevolmente libero l’ex cantante Howard Devoto di segnare il proprio destino con la sua nuova band i Buzzcocks si dedicano a produrre una serie entusiasmante di singoli a catena, fino al primo scioglimento. Il tredici marzo 2009, al Musicdrome di Milano, dopo aver suonato per intero con intatta maestria i primi due album, riescono a commuovere ancora me e il resto del pubblico presente con quello che è probabilmente il loro brano migliore. Questo.

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Gen 302013
 

Tra litigi, scioglimenti, riconciliazioni, riunioni, nuovi litigi, rimescolamenti di formazione, i Damned restano da decenni il gruppo più rappresentativo del punk inglese all’insegna del puro divertimento, senza mai prendersela troppo, forse perché guidati da un tizio di nome Ray Burns che si fa chiamare “Capitan Buon Senso” che nel corso degli anni ha imparato a suonare la chitarra per davvero. Primo gruppo in assoluto tra i loro pari a esordire su disco a novembre 1976, “Smash It Up” conclude il loro terzo album “Machine Gun Etiquette”, che con il successivo “Black Album” resta il migliore della loro carriera. Se vi capita andateli a vedere in concerto: ci si diverte.

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Gen 292013
 

A questo mondo non c’è giustizia: mescolando a casaccio punk e reggae un mediocre gruppo composto da un jazzista fallito privo di talento, da un vecchio session man vagabondo e da un raccomandato di ferro, figlio di un agente della CIA nonché fratello del comproprietario della casa discografica, riesce a prendere per i fondelli il pubblico e conquista il successo planetario. I Ruts combinando i medesimi due ingredienti con spettacolare sapienza incidono il disco perfetto e non se li caga quasi nessuno, neanche quando il tormentato e carismatico leader Malcolm Owen abbandona la vita nel luglio 1980 stroncato da un overdose mentre tutti sono ancora distratti dalla tragica scomparsa di Ian Curtis del maggio precedente. “The Crack” è un album la cui intensità non cala mai e le cui canzoni si succedono l’una all’altra senza concedere tregua all’ascoltatore, sono rarissimi i dischi che contengono sequenze simili, di dischi che mantengano questa costante tensione dalla prima all’ultima nota conosco solo questo.

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