Ott 152018
 

Fra terribili mostri, onde assalita
Visse l’umana gente afflitta in terra,
Un già ne sorse oltre misura orrendo:
Chiamossi Inopia; insopportabil schiera
D’altri avea seco abbominati mostri:
Ciò fu l’orrida Fame, il vil Dispregio,
Lo scolorito e taciturno Affanno,
E la temuta a gran ragion Vigilia.

Gabriello Chiabrera – Il Tesoro (da “Rime”, XVI secolo)

Ott 152018
 

Così dicea la donna, e il vil dispregio,
e mille turpi Genii intorno a lei
la gien beffando intanto, ed inframmesso
il pollice a le due vicine dita,
ad ambe mani le faceano scorno.

Giuseppe Parini – Frammento CCX sulla Colonna Infame

Ott 152018
 

Quei che del popol stolto idol s’è reso,
Dal popol stesso lo vedrai sprezzato.
… Vuoi che un altar s’erga a te pur? Sii forte.
La debolezza il vil dispregio attira.

Diego Soria – Solimano Secondo (1825)

Ott 152018
 

Ben’io maggior cagion, onde mi vanti
Ebbi ed or maggior di che dolermi,
Che i diletti amorosi, i piacer tanti
Una stagion con lui potei godermi.
Freddo nembo d’orror poi tosto in pianti
Converse, lassa! i miei diletti infermi,
Caddi serva d’amante il vil dispregio,
Perduta avendo d’onestate il pregio.

Camillo Camilli – Cinque Canti aggiunti al Goffredo di Torquato Tasso – Canto II, 81 (1583)

Con lámparas apagadas

 Post  Commenti disabilitati su Con lámparas apagadas
Set 042018
 

Alle tre di un caldo pomeriggio d’estate, quando il suo eroico destino fu alfine compiuto e raggiunto il termine stabilito di una lunga vita infelice, il conte-duca Felisberto de Benavente, grande di Spagna di prima classe, si accomodò per l’ultima volta nella propria poltrona preferita di fronte al camino e bevve un lungo sorso dall’ampolla d’acquavite che aveva serbato da lungo tempo per l’occasione, socchiuse gli occhi per lasciarsi morire e si sentì invece inaspettatamente rinascere.

Si levò d’un balzo come ormai non gli accadeva da tempo e percorse a passi lunghi e vigorosi lo spazio che lo separava dalla porta del salone, che spalancò con un gesto imperioso di cui aveva smarrito l’abitudine. Cinta la spada, indossati mantello e cappello senza richiamare i servi, il cui aiuto gli era stato necessario per molti anni, uscì per la via non veduto da nessuno e si incamminò istintivamente in direzione dell’antica dimora di un vecchio amico.

Raggiunse una piccola piazza e pur non sentendosi affatto stanco d’un colpo ristette, pensando “ya no creo en nada más”, ma senza credervi, poi si accoccolò all’ombra della statua di Don Gonzalo de Ulloa che sorgeva colà, levò lo sguardo in alto al viso scolpito e scandì ad alta voce “éste es mi hombre; compone el túnel como una sinfonía…”, ma si rivolgeva a un altro uomo, “…fíjate que anda en amores con una muchacha a quien nunca vio ni sabe cómo se llama.” Gli parve che trascorressero secoli, si sentì immortale.

#

 Post  Commenti disabilitati su #
Giu 132018
 

L’hashtag non è che la devoluzione inefficace delle antiche parole d’ordine un tempo care a sinistre meno odierne dell’attuale, lemma insignificante utilizzato per etichettare battaglie e pensieri polverizzati fino a dimensioni subatomiche in quella che è infine la polverizzazione della sinistra stessa, che lo utilizza per mantenersi ignara di aver perso ogni sistema di riferimento ed essersi ormai resa incapace di comprendere altro che non sia il singolo individuo e i suoi problemi individuali, senza più alcun quadro complessivo, senza più alcun afflato collettivo.

Se siete persone ancora capaci di percepire e comprendere avrete certo osservato questi individui raggiungere vette di inumana cattiveria non più viste dalle nostre parti da oltre settant’anni e continuare al contempo a credersi buoni e umani nella loro tronfia e solipsistica arroganza. Sono a torto convinti di avere buone intenzioni e che con queste possano giustificare ogni atrocità da loro commessa. La banalità del male, versione ennepuntozero.

Capire nulla

 Post  Commenti disabilitati su Capire nulla
Giu 122018
 

Coloro che si credono migliori degli altri si isolano con i propri simili in luoghi sempre più piccoli e insignificanti dove i sogni vengono presi per realtà e l’illusione di aver ragione è mantenuta disprezzando per partito preso chiunque dissenta dal mito.

Lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale

 Post  Commenti disabilitati su Lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale
Mag 312018
 

Come un principe di Serendib qualunque ho ritrovato su Twitter questa precisissima descrizione della trasformazione della sinistra in asinistra catastroficamente verificatasi dal 1989 in poi, ma i sintomi del male fatale erano già visibilissimi fin dal lontano 1977. In attesa di reperire la fonte originale per citarla correttamente ecco qua la mia parafrasi:

“Un tempo l’attivista di sinistra che osservava la scala d’accesso a un edificio vi faceva costruire a fianco una rampa di accesso per i disabili. Oggi chiede di abbattere la scala per evitare che essi se ne sentano offesi.”

Perfetto.