Set 042018
 

Alle tre di un caldo pomeriggio d’estate, quando il suo eroico destino fu alfine compiuto e raggiunto il termine stabilito di una lunga vita infelice, il conte-duca Felisberto de Benavente, grande di Spagna di prima classe, si accomodò per l’ultima volta nella propria poltrona preferita di fronte al camino e bevve un lungo sorso dall’ampolla d’acquavite che aveva serbato da lungo tempo per l’occasione, socchiuse gli occhi per lasciarsi morire e si sentì invece inaspettatamente rinascere.

Si levò d’un balzo come ormai non gli accadeva da tempo e percorse a passi lunghi e vigorosi lo spazio che lo separava dalla porta del salone, che spalancò con un gesto imperioso di cui aveva smarrito l’abitudine. Cinta la spada, indossati mantello e cappello senza richiamare i servi, il cui aiuto gli era stato necessario per molti anni, uscì per la via non veduto da nessuno e si incamminò istintivamente in direzione dell’antica dimora di un vecchio amico.

Raggiunse una piccola piazza e pur non sentendosi affatto stanco d’un colpo ristette, pensando “ya no creo en nada más”, ma senza credervi, poi si accoccolò all’ombra della statua di Don Gonzalo de Ulloa che sorgeva colà, levò lo sguardo in alto al viso scolpito e scandì ad alta voce “éste es mi hombre; compone el túnel como una sinfonía…”, ma si rivolgeva a un altro uomo, “…fíjate que anda en amores con una muchacha a quien nunca vio ni sabe cómo se llama.” Gli parve che trascorressero secoli, si sentì immortale.

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Giu 132018
 

L’hashtag non è che la devoluzione inefficace delle antiche parole d’ordine un tempo care a sinistre meno odierne dell’attuale, lemma insignificante utilizzato per etichettare battaglie e pensieri polverizzati fino a dimensioni subatomiche in quella che è infine la polverizzazione della sinistra stessa, che lo utilizza per mantenersi ignara di aver perso ogni sistema di riferimento ed essersi ormai resa incapace di comprendere altro che non sia il singolo individuo e i suoi problemi individuali, senza più alcun quadro complessivo, senza più alcun afflato collettivo.

Se siete persone ancora capaci di percepire e comprendere avrete certo osservato questi individui raggiungere vette di inumana cattiveria non più viste dalle nostre parti da oltre settant’anni e continuare al contempo a credersi buoni e umani nella loro tronfia e solipsistica arroganza. Sono a torto convinti di avere buone intenzioni e che con queste possano giustificare ogni atrocità da loro commessa. La banalità del male, versione ennepuntozero.

Capire nulla

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Giu 122018
 

Coloro che si credono migliori degli altri si isolano con i propri simili in luoghi sempre più piccoli e insignificanti dove i sogni vengono presi per realtà e l’illusione di aver ragione è mantenuta disprezzando per partito preso chiunque dissenta dal mito.

Lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale

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Mag 312018
 

Come un principe di Serendib qualunque ho ritrovato su Twitter questa precisissima descrizione della trasformazione della sinistra in asinistra catastroficamente verificatasi dal 1989 in poi, ma i sintomi del male fatale erano già visibilissimi fin dal lontano 1977. In attesa di reperire la fonte originale per citarla correttamente ecco qua la mia parafrasi:

“Un tempo l’attivista di sinistra che osservava la scala d’accesso a un edificio vi faceva costruire a fianco una rampa di accesso per i disabili. Oggi chiede di abbattere la scala per evitare che essi se ne sentano offesi.”

Perfetto.

Non ci capiscono niente (reprise)

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Mag 102018
 

Vladimir Majakovskij (1913)

Entrato dal barbiere ho detto, calmo:
"per favore, mi pettini le orecchie".
Quello, da liscio, s'è irto come un pino
col viso tutto lungo a mo' di pera:
"Pazzo, comunista!" saltavan le parole.
Si rincorsero insulti, occhio per occhio,
a lu-u-u-u-u-u-u-u-u-ngo;
salta fuori una testa sogghignante,
un ravanello cavato dalla folla.

Il valore dell’umanità

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Mar 092018
 

“Ho aderito convintamente ad un partito conservatore perché (…) oltre ad aver visto il Paese svenduto ad interessi economici esteri — ma sarebbe il meno — sull’uomo non sono disposto a transigere e la sinistra ha perso il senso del valore dell’umanità.”

R.I.P. Big Priest

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Gen 252018
 

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Big priest