Set 062005
 

la cui traduzione italiana è variamente intitolata "una congrega di fissati" (Mondadori, 1982) [che è la versione che ho letto io all’epoca, si dice che l’altra sia assai meglio] o "una banda di idioti" (Marcos y Marcos, 1983)

strano libro di John Kennedy Toole, mentre lo leggevo non ne ero proprio entusiasta, ma è rimasto ad aggirarsi nei miei ricordi che ne hanno attenuato i difetti e migliorato progressivamente le qualità, mentre io stesso mi andavo insensibilmente e inconsapevolmente trasformando in una sorta di Ignatius Reilly in tono minore

un buon libro nella realtà, un capolavoro nella memoria

"Ignatius aveva deciso di non andare al Prytania perché davano un film svedese, largamente apprezzato dalla critica, che parlava di un uomo che perde l’anima. Doveva proprio parlare con il direttore del cinema e dirgli di non noleggiare più simili pellicole idiote."

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