Gen 202006
 

Ma è una strage… però, cari giornalisti di Repubblica, la versione originale di “Everybody needs somebody to love” è quella di Solomon Burke.

L’affermazione che il R&B sia rimasto confinato tra i neri americani sino alla fine degli anni ’60 mi
sorprende un poco, non mi aspetto certo che Repubblica citi Alexis Korner o Cyril Davies, e neppure Pretty
Things e Graham Bond, ma ignorare l’esistenza dei Rolling Stones mi pare una lacuna un po’ troppo vistosa.

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  6 Responses to “Mai una buona notizia”

  1. Il cantante assieme ad Aretha Franklin ed Otis Redding è stato uno dei tre campioni della musica rythm and blues…

    E Sam Cook(e) dove lo mettiamo?

    Pierpi a.k.a. Cravizza.

    P.S. La (e) in quanto Peter Guralnick in “Soul Music” riporta Cook come cognome anagrafico.

  2. Hai voglia… già solo nella famiglia Franklin ci sarebbero anche la sorella maggiore Erma (prima interprete di “Piece of my Heart”) e la sorella minore Carolyn.

    E poi James Brown, Ray Charles, Ike & Tina Turner, Ben E. King, Curtis Mayfield, Arthur Alexander, Smokey Robinson, Irma Thomas, Esther Phillips, Marvin Gaye, Don Covay, Lou Rawls, Nina Simone, Diana Ross, Solomon Burke, Bobby Womack, Sam & Dave, Stevie Wonder, Gladys Knight, Temptations, Four Tops…

  3. …Otis Redding, Percy Sledge…

  4. Chi si ricorda di una struggente “Dark end of the street” cantata da James Carr (Moman/Penn) rifatta nei Committments?

    PP a.k.a. Cr…..

  5. The world’s a mess it’s in my guess…

  6. Non ho firmato ma aggiungo “The mess I’m in ” perchè non mi ricordo da dove provenga.

    PP aka Cravizza.

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