Feb 252006
 

Nel preciso momento in cui mi stanco di questo stupido gioco, e ho una mezza idea di congelare tutto quanto, ecco che bak e compagna, ipazia e MMAX iniziano tutti insieme a scrivere sui propri blog. Sempre controcorrente, io.

In questo momento io infatti non ho proprio voglia di prenderli simpaticamente tutti e tre a metaforiche pedate, come forse sicuramente si meriterebbero.

Ho invece sprecato tutte le mie energie l’anno scorso, tentando di capire cosa si nascondesse nelle generazioni successive alla mia.

Con un certo sforzo ho infine maturato l’impressione che dietro barocchismi e metaragionamenti non vi fosse nascosto proprio niente di particolare; una volta ho definito i commentatori di Brullo Nulla brutta copia del Bromley Contingent, mi pare un’ottima e comprensiva definizione. Il Bromley Contingent aveva una sua collocazione e giustificazione storica, il Forlivese mica tanto. E il Forlivese, di quel gruppo, è di gran lunga il ragionatore migliore e meno banale (cita l’epitaffio di Keats, tanto di cappello), dunque, dal mio punto di vista, il piú pericoloso. A questo punto ho francamente un po’ pieni i coglioni di gente che gioca coi simboli per far vedere che dietro non c’è nascosto niente, perché se nel peggiore dei casi c’è invece nascosta una bella merda, nel migliore dei casi non c’è nascosto, appunto, niente. E allora?

So di aver fatto di ogni erba un fascio (nomen omen) e messo insieme comunità e individui non omogenei e spesso in pessimi rapporti reciproci, però l’impressione complessiva che mi hanno dato è questa.

Con una sola eccezione: in questo momento, di tutta la banda, salverei ancora Psycho, ma sarebbe solo questione di tempo, se avessi ancora tempo. E io non ho piú tempo.

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