Nov 262006
 

È mai esistito nel corso della storia umana un periodo altrettanto miserabile per la musica popolare della metà degli anni settanta del secolo scorso?

Per quanto riguarda l’Italia la seguente galleria degli orrori (alcuni peggio di altri, i Collage sono particolarmente intollerabili) dovrebbe costituire una prova definitiva; molti dei brani seguenti, che non posso non ricordare senza un brivido e un conato, raggiunsero i primi posti dell’Hit Parade. Addirittura, volendo, ce ne sarebbero da aggiungere molti altri, da Gianni Bella a Toni Cicco ai mai troppo vituperati Albatros di Toto Cutugno:

1974 Cugini Di Campagna Anima Mia
1974 Daniel Sentacruz Ensemble Soleado (a.k.a. Le Rose Blu)
1974 Middle Of The Road Sole Giallo
1974 Mouth & MacNeal Ah, L’Amore
1974 Romans Un Momento Di Più
1975 Beans Come Pioveva
1975 Homo Sapiens Tornerai Tornerò
1975 Santo California Tornerò
1976 Collage Due Ragazzi Nel Sole
1976 La Bottega Dell’Arte Amore Nei Ricordi
1976 La Bottega Dell’Arte Come Due Bambini
1976 Silvano Vittorio Vieni
1977 Homo Sapiens Bella Da Morire
1978 Collage Sole Rosso

L’ascolto senza interruzione di questa playlist potrebbe ridurre in poltiglia un rinoceronte. Non c’è da stupirsi che, confrontato a questa roba, all’epoca io passassi all’ascolto di opere non esattamente immortali, ma per lo meno rispettose della mia sanità mentale, quali “Mademoiselle Le Gladiator” di Battiato oppure “El Tor” dei Città Frontale.

Non senza un perfido sorriso di soddisfazione constato la presenza nell’elenco di un brano composto, in collaborazione, da Roberto Vecchioni (“Tornerai Tornerò”), già complice di quello che fu forse il piú inetto complesso dell’epoca immediatamente precedente a quella qui trattata: i Nuovi Angeli.

Qual è il contrario di “nostalgia”?

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  2 Responses to “Un po’ del nostro tempo peggiore”

  1. Ho tutta la produzione di Francuzzo precedente L’era del cingh. bianco, quindi anche M.elle Le Gladiator: è uno degli album quasi inascoltabili (assieme a L’egitto prima delle sabbie, ovvio).

  2. Mi domando come mai ti sia scappato quel “quasi”.

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