Mag 062007
 
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Due belle giornate di sole, da pomeriggio a pomeriggio, trascorse nella ridente Baile Átha Cliath, con venti gradi di temperatura e poco vento, mentre a sud delle Alpi c’erano al piú dodici gradi e pioveva fitto.

Vi risparmio la descrizione delle prime ventiquattr’ore dedicate a cerimonie ufficiali di vario genere, ma riassumo l’andamento delle seconde ventiquattro, omettendo le visite obbligatorie ai principali parchi, monumenti e altri siti di interesse generale, quale il luogo presunto del pozzo di San Patrizio e altre simili amenità. Devo purtroppo premettere che, essendomi dimenticato a casa la lista dei migliori pub del centro (un ossimoro, lo so, i pub migliori sono in periferia), mi sono miseramente ridotto a frequentare consapevolmente le trappole per turisti di Temple Bar, quartiere dove nessun dublinese degno di questo nome si farebbe mai pescare né vivo né morto, con l’esclusione di Ha’Penny.

Quindi niente Mulligan’s, McDaid’s, Grogans, Kehoe’s, o Anseo e neppure Ha’Penny Inn, che pure sarebbero tutti ampiamente rientrati nel mio raggio d’azione e con il cui senno di poi ho riempito le mia brave fosse. Magrissima consolazione, mi sono apparentemente recato in tre dei locali “meno peggio” della zona, per quel poco o nulla che significa, sempre con l’esclusione di Ha’Penny.

  1. Temple Bar (il pub eponimo), pinta di Murphy’s
  2. The Auld Dubliner, pinta di Guinness
  3. Bad Ass Cafe, 33cl di Murphy’s ad accompagnare la cena. Non male, ma il locale non sembra essere piú quello di una volta
  4. Gravity Bar c/o The Guinness Storehouse, pinta di Guinness, ovviamente
  5. Trastevere (sí, lo so), 33cl di Guinness con il pranzo
  6. Pub nell’aeroporto (il piú autentico, temo), pinta di Harp, che disperavo ormai di trovare. Avrei potuto risparmiarmi la fatica, cosa cazzo mi è venuto in mente di bere una lager irlandese, e procurarmi invece una Beamish o una O’Hara in bottiglia. Fortunatamente ho evitato la Kilkenny che pare non sia piú quella che avevo conosciuto in gioventú.

In totale si tratta di meno di un terzo di quanto probabilmente avrei sorbito da giovane, le stout porter hanno comunque un contenuto alcolico relativamente basso, ma l’orizzonte dei cinquanta si avvicina pericolosamente.

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