Lug 272007
 

Mai tenni a vile la piana gremita,
l'ampia finestra che da un po' di tutto
il primo cielo fa filtrare il suono.
Resto in piedi accecato un po' di tempo
accanto a questa, e mille apparizioni
animalesche, e colorate tinte
mi si avveran negli occhi, onde all'istante
la mente trae coraggio. Se la pioggia
vedo cader su quella sabbia, questa
limitata visione a quel rumore
vado opponendo: e scordo il momento,
ed i giorni attuali ed i trascorsi
e morti, e la lor luce. Al di fuori
del confine galleggia il corpo mio:
amaro come un'oasi nel deserto.

  3 Responses to “IL LIMITARE”

  1. L’infinitesimo

  2. Prescindendo dal mio futile esercizietto, l’antonimia rimane comunque un concetto sufficientemente vago e ambiguo da essere davvero interessante.

  3. cfr. Giampaolo Dossena, “T’odio, empia vacca”.

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