Gen 212008
 
SOGNO - Giovan Battista Marino

Vien la mia donna in su la notte ombrosa
qual suole apunto il mio pensier formarla
e qual col rozzo stil tento ritrarla,
ma qual mai non la vidi a me pietosa.

"Pon freno al pianto, e pace spera, e posa,
o mio fedel, che tempo è da sperarla"
sorridendo mi dice, e mentre parla
m'offre del labro l'animata rosa.

Allor la bacio: ella ribacia e sugge;
lasso, ma 'l bacio in nulla ecco si scioglie,
e con la gioia insieme il sonno fugge.

Or qual, perfido Amor, fra tante doglie
deggio attender mercé da chi mi strugge,
se i mentiti diletti anco mi toglie?

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