Gen 212008
 

Lo spazio RGB non è percettivamente uniforme (a dire il vero ho usato HSL, ma è lo stesso), i monitor sono -ahimé – assai differenti gli uni dagli altri, e infine attribuire a colori saturi il nome dei corrispettivi insaturi è un po’ barare. Tuttavia mi pare che affaccendarmi a misurare il punto bianco e la temperatura di colore del mio monitor per poi calibrare e utilizzare la relativa scala CIE L*a*b* o quella di Munsell fosse in fin dei conti un po’ esagerato.

Premesso quanto sopra, creando la seguente tabella mi sono affascinato da solo:

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Si accettano eventuali correzioni e suggerimenti per i colori ancora senza nome.

P.S. ho la vaga impressione, invecchio, di aver già postato tutto questo tempo addietro, ma non trovo il post. Nel caso mi scuso per la ripetizione.

 Posted by at 16:02  Tagged with:

  4 Responses to “Colori”

  1. Mi incuriosisce come i medesimi nomi indicassero tinte spesso lievemente e a volte molto diverse nelle diverse lingue e culture. Come “porpora”, che in Italiano indicava il rosso porpora e in Inglese un colore molto piú spostato verso il violetto.

    La globalizzazione ha portato poi a uniformare i nomi, per esempio il verde arlecchino è passato all’inglese come “harlequin” e il rosa shocking è arrivato in Italia, dove in precedenza per “rosa” si intendevano solo le sfumature pallide.

    Interessante anche il “chartreuse”, che fino a trent’anni fa indicava il giallo-verde dell’omonimo liquore, ma che si è nel frattempo spostato di 20/25 gradi.

  2. dove sono malva, testa-di-moro e terra di kassel? 😉

  3. Non è mica una lista esaustiva 🙂

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