Apr 302008
 

Per una volta, e infatti in questo preciso momento diluvia, sono persino d’accordo con Beppe Grillo, che infatti si sta beccando insulti a raffica dai propri sostenitori, sul fatto che questa misura sia infame. Se la sinistra dev’essere questa rappresentata dal giustizialismo isterico di Visco, allora sono felice che abbia straperso le elezioni. Comunque sono vent’anni che questa sedicente sinistra non sostiene piú alcuna politica progressista in campo economico e da qualche mese la ha cessato di essere tale anche in ambito sociale. Questo di Visco, poi, a me pare un atto di destra estrema.

Leggende che vogliono che liste del genere siano disponibili online in varie nazioni estere, tra cui gli Stati Uniti, vanno vieppiú propagandosi nonostante sia semplicissimo controllare con Google in circa dieci secondi come la loro effettiva diffusione costituirebbe un reato piuttosto grave (negli USA sono a disposizione a cura dei singoli stati soltanto liste di evasori condannati in via definitiva). Per il momento mi risulta che solo l’India pubblichi qualcosa del genere (limitato), ma se qualcuno ha da segnalare qualche altra nazione con annesso link, mi raccomando, è invitato a farsi avanti.

 Posted by at 19:47  Tagged with:

  5 Responses to “Dalle tasse…”

  1. Beh dai, diciamo che il FROTRAN ha fatto il suo tempo(anche se il 95 è abbastanza attuale)

  2. qua, a livello locale, gli elenchi dei contribuenti li pubblicavamo/li pubblicano fin dal 1988.

  3. A livello locale è un conto, la diffusione su Internet dell’intero database ha conseguenze differenti. Difficilmente i famigerati “nigeriani” si rivolgeranno alle autorità toscane per avere gli elenchi, ma se li trovano già pronti in rete il problema per loro non sussiste.

    Per di piú i dati, pur cancellati dal sito dell’Agenzia, continuano a essere disponibili sui circuiti p2p e lo saranno per lungo, lungo tempo.

    Ciò, per esempio, rende possibile i furti d’identità: per quanto a noi possa sembrare assurdo nei paesi in cui non esistono o comunque non sono obbligatori i documenti d’identità – tipicamente quelli anglosassoni – è possibile far debiti a nome altrui (richiedere carte di credito, sottoscrivere mutui…) usandone semplicemente i dati anagrafici e svolgendo tutte le pratiche online. Di qui una certa riluttanza a diffondere i propri dati in rete.

  4. P.S. Naturalmente i miei dati personali sono reperibili online da quasi vent’anni, ma è una mia scelta personale, non sarei stato felice se la cosa mi fosse stata imposta. Inoltre, come residente all’estero, ciò che compare nella mia dichiarazione dei redditi italiana è ben poco significativo.

Sorry, the comment form is closed at this time.