Ago 032008
 

Una società in cui vengono processate le intenzioni, piuttosto che le azioni, è messa molto male.

Citazione illuminante del direttore dell’Asis: “come faccio a sapere quali sono le sue reali intenzioni?” (posta tra virgolette nell’articolo, dovrebbe essere letterale, almeno in linea di principio.)

Nessuna autorità civile dovrebbe mai preoccuparsi delle intenzioni di chicchessia, né contare tale preoccupazione tra le proprie responsabilità, soprattutto in un caso come questo dove gli effetti pratici della proibizione sono pressoché nulli e non possono certamente impedire reato alcuno.

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