Dic 012008
 

È perché sono impegnato (nell’attesa dei risultati tra una query SQL e l’altra) in una feroce discussione sul sesso degli angeli, e finalmente con un degno avversario; io sto giocando la parte di un Hume Locke[1] redivivo sospeso tra logicismo e empirismo, Uriel non so. Non diteglielo, nel caso assai improbabile non lo sappia già da sé, ma queste discussioni sui principi sono per definizione completamente prive di scopo, se non di senso, cosa che le rende ai miei occhi particolarmente appassionanti. Impossibile smuovere l’avversario di un millimetro: si potrebbe continuare per anni, se non sopraggiungesse prima il totale sfiancamento (altrimenti detto rottura di coglioni).

Vorrei comunque sottolineare, per quel che vale, di star sostenendo la mia posizione per convinzione, non a fini retorici.


[1] o una via di mezzo tra i due…

 Posted by at 11:43  Tagged with:

  6 Responses to “Se sembro distratto…”

  1. scusami un attimo, ma tu stai seriamente discutendo su realtà matematica vs realtà fisica?

    no, perchè a me sembra ovvio che si sta parlando di due definizioni del termine “verità” completamente differenti, ma magari non ho capito io.

  2. Quale parte di “queste discussioni sui principi sono per definizione completamente prive di scopo” risulta incomprensibile?

  3. un conto è “privo di scopo”, un altro conto è “concettualmente fallate fin dall’inizio”.

  4. Beh, per quanto io non condivida molte delle sue posizioni Uriel è una persona intelligente da cui c’è parecchio da imparare (ultimamente mi ricorda Solgenitsin, non so bene perché), in particolare mi fa piacere ricevere critiche fondate che mettano in luce quei miei difetti di cui fatico a rendermi conto. Non si impara a discutere dialogando con i sicofanti.

    Che poi lui usi la definizione di verità di Tarski piuttosto che quella di Aristotele non ha una grande importanza.

  5. ma infatti il thread era bellissimo, peccato che partisse però da un fraintendimento di fondo, ovvero considerare equivalenti due definizioni di verità che, semplicemente, si riferiscono ad ambiti diversi e sono all’incirca valide entrambe.

  6. Sono consistenti entrambe: una proposizione vera, in qualunque senso la si voglia intendere, è un’affermazione sull’esistente e io ho delle serie obiezioni di principio contro l’opinione che ritiene che i concetti astratti esistano senza aggettivi.

    Non credo – ma Platone e Gödel, per dirne due, nutrivano la convinzione opposta – che andandosene a spasso per l’universo mondo ci siano molte possibilità di incontrare la temperanza piuttosto che il numero 643.

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