Dic 082008
 

I Modern Lovers furono il primo gruppo ponte tra la psichedelia e la new wave, ma non l’unico.

Nel 1972, al Max’s Kansas City di New York, si esibiscono per la prima volta – a supporto dei New York Dolls – i Suicide, inizialmente un quartetto poi ridotti al duo Alan Vega/Martin Rev, pionieri dell’elettronica e futuri ispiratori del synth pop.

Dal 1969 presso la Kent State University è attivo un collettivo d’arte spontaneista cui negli anni successivi si aggregano via via gli studenti Bob Lewis, Gerald Casale e Mark Mothersbaugh (Mark fu con la concittadina Chrissie Hynde uno dei testimoni diretti dei violenti e mortali scontri tra studenti e guardia nazionale descritti da Neil Young in “Ohio”, entrambi conoscevano Jeffrey Miller, una delle vittime). Nel 1973 i tre studenti succitati, insieme a Bob Casale, Rod Reisman e Fred Weber, fondano i Devo, sestetto di musica elettronica sperimentale.

Nello stesso ’73, a New York, Tom Verlaine, Richard Hell e Billy Ficca formano i Neon Boys, il primo gruppo “new wave” a esibirsi al CBGB, da cui nasceranno dapprima i Television e poi Heartbreakers (con frammenti dei succitati New York Dolls) e Voidoids.

Sempre nel 1973 e sempre a New York, il chitarrista Ross “The Boss” Funicello e il bassista Andy “Adny” Shernoff guidano, insieme al chitarrista Scott Kempner e al batterista Stu Boy King, i Dictators, gruppo punk/hard rock cui si unirà alla voce, nel 1975, l’ex-roadie (nonché ex-wrestler e mitologico showman) Handsome Dick Manitoba.

Nel 1974, a Cleveland, Peter Laughner, Crocus Behemoth (al secolo David Thomas), Cheetah Chrome (Gene O’Connor), Craig Bell e Johnny “Blitz” Madansky sono i Rocket From The Tombs, i cui membri daranno in seguito origine a Pere Ubu e Dead Boys.

Sempre nel 1974, ancora a New York, appaiono i proto-punk Ramones, un trio i cui membri sono John Cummings (Johnny Ramone, voce e chitarra), Douglas Colvin (Dee-Dee Ramone, chitarra, poi basso) e Jeffrey Ross Hyman (Joey Ramone, batteria, poi voce), cui pochi mesi dopo si unirà il produttore Thomas Erdelyi (Tommy Ramone) alla batteria.

Nel 1975, infine, fiorisce attorno al CBGB la scena del “New York Punk” che costituisce il primo nucleo significativo della New Wave propriamente detta, nucleo che include Television, Patti Smith Group (il cui chitarrista, Lenny Kaye, curatore della fondamentale antologia “Nuggets”, è il primo a far uso esplicito in questo contesto dei termini “punk” e “new wave”), Ramones, Blondie, Talking Heads, Heartbreakers, Voidoids, Tuff Darts, Jayne County & The Backstreet Boys e Mink DeVille.

Per reazione all’interesse mostrato dalla stampa locale per la scena “New Wave” del CBGB si svilupperà una scena “No Wave”, la cui testimonianza principale, ma parziale e infedele, è compresa nell’album “No New York”, una delle prime produzioni di Brian Eno. Pionieri della No Wave sono i Red Transistor, cui seguono il Guitar Trio di Rhys Chatham, le Theoretical Girls di Glenn Branca, i Teenage Jesus & The Jerks di Lydia Lunch e James Chance, i D.N.A. di Arto Lindsay e Ikue Mori, i Contortions del summenzionato James Chance, i Dark Day di Robin Crutchfield, e via via Raybeats, Bush Tetras, Y Pants e molti altri ancora. (Alla no-wave sarà dedicata una lista a parte.)

Il (relativo) successo commerciale dei gruppi del CBGB favorisce l’insorgere di “scene” simili in altre aree degli Stati Uniti, sia all’est (Feelies, Real Kids), che all’ovest (Crime, Chrome, X, Cramps, Germs, Fear, Alleycats) che al sud (Pylon, B-52’s, Method Actors), nonché fuori dagli USA: i canadesi Martha & The Muffins e tutta la new wave inglese di cui si è già parlato.

Ed ecco, in approssimativo ordine cronologico, alcuni esempi di quanto sopra citato; si tenga presente che “new wave” non indica un movimento omogeneo:

  4 Responses to “New Wave, Seconda Parte”

  1. esaustivo e prezioso. grazie

  2. Esaustivo non saprei.

    Più si approfondisce meno le suddivisioni di genere hanno senso: quella tra punk e new wave, per esempio, ma anche quella – che ho mantenuto – tra new wave e no wave. Ma anche quella geografica tra America ed Europa… è andata a finire che Chrissie Hynde (che, a parte i Pretenders, suonò nei Sat. Sun. Mat. con Mark Mothersbaugh, per poco non sposò Sid Vicious quand’era un bravo ragazzo, e fu anche la prima chitarrista dei Damned quando ancora non si chiamavano così) non l’ho messa da nessuna parte. Eppure il suo articolo sulle orge di Brian Eno meriterebbe almeno una citazione, non fosse altro che per aver ispirato Tamburrini e Liberatore.

  3. sono d’accordo, forse più che le divisioni di genere hanno un senso i rapporti tra le diverse entità, anche da un punto di vista “gossip”, cosa che hai accennato in parte nel tuo post. graficizzando tutti questi collegamenti ne uscirebbe una mappa molto interessante. un pò come questa che sicuramente conoscerai http://blogs.guardian.co.uk/culturevulture/archives/2006/02/03/going_underground.html

  4. Il pettegolezzo ha importanza perché il rock è (e meglio, era) un fatto di costume, più che un’espressione artistica.

    (Sulla mappa del Guardian la penso come i primi due/tre commenti… senza musica annessa è un compito del tutto futile)

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