Set 202012
 

Nel corso della sua prima pubblicazione “L’inutilità quale fondamento di una teoria della conoscenza”, tradotta in inglese dall’originale lingua ostiaca e pubblicata nel 1907 presso gli Annali Logosociali delle Isole Fær Øer, Ferenc Odroszek già introduce il lettore al classico esempio della bicicletta per pesci, divenuto poi proverbiale; l’opera risulta tuttavia dispersiva e nel prosieguo si perde in una minuziosa descrizione della progettazione, costruzione e  metodologia operativa delle macchine affettatrici, con particolare riguardo al salame cotto tradizionale di Moncalvo per cui il giovane Odroszek nutriva una vera e propria ammirazione al limite della venerazione mistico-religiosa, ammirazione che non lo lasciò mai nel corso della sua lunga e avventurosa vita.

Segue poi nell’ampia bibliografia dello studioso il notissimo articolo sulla vita dei dromedari da corsa inselvatichiti [“Unsociable Dromedary Racecamels gone Wild” in Review of Empiric Logosocialism, III, 2,  p.747 (1908) ristampa anastatica pubblicata nel 1997 presso Sperling & Kupfer], di cui non intendiamo occuparci in questa sede nonostante il costante e inestinguibile interesse del pubblico, giacché ci porterebbe a divagare lontani dal nostro principale argomento.

È invece nel suo opus magnum, quel vero e proprio tour de force intitolato a “Il principio di inutilità” edito a Lipsia nel 1915 a cura di Ernst Rowohlt e costantemente ristampato fino ai giorni nostri, che l’Odrozsek introduce ed espone in dettaglio nel corso dell’ampio secondo capitolo del terzo e ultimo volume la propria teoria delle cerchie, che rappresenta il coronamento dell’opera dello studioso. Tale teoria prende le mosse dall’affermazione di Giulio Cesare, riportata da Plutarco, secondo cui sarebbe preferibile primeggiare in un remoto villaggio gallico piuttosto che essere secondo a Roma, affermazione che Cesare poté e volle sostenere, nota argutamente il nostro, soltanto perché consapevole di partire favorito per il primo posto, e che sarebbe certamente suonata molto diversa in circostanze differenti.

Odroszek sviluppa la suddetta teoria assumendo come assioma il solo principio di inutilità, oramai tanto noto che sarebbe assolutamente futile ripeterlo in questa sede, e avendo come unica guida e unica meta l’affermazione cesariana sopra riportata, confrontando costantemente e con successo i teoremi via via dimostrati con i calcoli numerici e le osservazioni empiriche condotte sul campo da lui stesso e dai propri devoti collaboratori. In luogo di seguire le lunghe dimostrazioni contenute nell’opera, che certamente riuscirebbero assai ostiche al non specialista, presenteremo qui i principali risultati pratici della teoria, rimandando il lettore interessato alla complessa matematica delle cerchie al testo originale ostiaco o a una sua ipotetica traduzione.

Ordunque nota Odroszek come il fondatore di una cerchia e futuro leader di successo debba innanzitutto preoccuparsi di sostenere una serie di affermazioni assai controverse di fronte a un uditorio il più ampio possibile: la cerchia, metaforizza lo studioso, viene in tal modo delimitata il meno possibile tramite la massima apertura del compasso sociale. Mentre la di gran lunga maggior parte del pubblico assumerà un atteggiamento variabile tra l’indifferente e l’apertamente ostile, esisterà pur sempre una piccola frazione composta da stupidi, incompetenti e attaccabrighe che mostrerà di concordare con il fondatore e sosterrà in pubblico più o meno sinceramente tali affermazioni.

A questo punto il fondatore dovrà evidenziare le proprie doti restringendo al massimo il proprio compasso sociale e limitando il più rapidamente possibile una cerchia ristretta dalla quale ostili e indifferenti siano recisamente esclusi e subito lasciati senza voce alcuna, e dove ampio ed esclusivo risalto sia dato solamente ai sostenitori convinti. In questa prima fase ogni dissenso dovrà essere represso impietosamente con chirurgica efficienza, senza distrazioni di sorta che potrebbero risultare fatali al buon successo dell’opera. Il compito immediatamente successivo del nuovo leader sarà quello di prodursi in una serie progressiva di affermazioni controfattuali, sempre false, ma inizialmente credibili e via via manifestamente più assurde, in modo da produrre nei sostenitori un coinvolgimento emotivo crescente e irreversibile, un tale investimento di significato e valori da creare un senso di appartenenza, di identificazione esclusiva e di dedicata militanza. Nel corso di questa progressione il dissenso dovrà come prima sempre essere silenziato recisamente e tanto velocemente quanto possibile, in modo da non produrre discussione e da lasciare solo un residuo di voci entusiastiche a sostegno del leader,  le uniche che dovranno essere tollerate negli ambienti di ritrovo frequentati dai componenti della cerchia.

Terminata la progressione il leader si troverà a capeggiare a colpi di compasso una cerchia che nel tempo riuscirà ad autoalimentarsi e autoregolarsi, il cui diametro si amplierà lentamente, ma regolarmente e illimitatamente. I membri più anziani e più entusiasti si preoccuperanno non solo di proteggere le opinioni del leader reprimendo ogni dissenso ed espellendo gli eretici, ma si preoccuperanno altresì di compiere opera di proselitismo, e al mondo certo non vi è carenza di stupidi e di incompetenti, e se qualche occasionale attaccabrighe cadrà nel novero dei reclutati, la cerchia stessa penserà a escluderlo automaticamente ai primi segni di dissenso, ma sempre sotto l’attenta sorveglianza del leader stesso. In una cerchia matura il leader potrà, anzi dovrà, far mostra delle proprie doti criticando apertamente proprio quei metodi che egli per primo ha utilizzato nella creazione della cerchia stessa, rimproverando negli altri i propri stessi difetti e sostenendo l’esatto contrario di ciò che pratica.

Per esempio un fondatore, questo è l’esplicito esempio di Odroszek, potrebbe iniziare il proprio percorso con affermazioni false, ma innocue, quali quella di essersi laureato brillantemente in matematica, mentre in realtà si tratta di un diplomato di qualche istituto tecnico o di uno studente fuori corso e mai laureatosi di ingegneria informatica, passando poi arditamente a millantare conoscenze e competenze sempre più ampie e approfondite, che in realtà non possiede, in campi tecnici e scientifici di cui è totalmente ignaro. Egli compierà una serie di previsioni, eventualmente contraddittorie, amplificando il risalto di quelle che avrà indovinato per puro caso e ignorando quelle sbagliate, anzi, proclamando a gran voce e con la consueta faccia di bronzo che esse pure fossero corrette, e che corrette fossero pure quelle previsioni che egli in realtà non ha mai fatto. In tal modo egli provvederà quasi inevitabilmente a creare una cerchia di fanatici privi del senso del ridicolo che lo sosterranno e ne sosterranno le deliranti affermazioni a dispetto di qualunque evidenza contraria. All’interno di questa cerchia si formerà un concetto alternativo di verità, e in  il leader sarà ritenuto infallibile con fede incrollabile. A questo punto potrà passare a evidenziare quanto siano ridicole le cerchie simili alla propria e i loro rituali e a ridicolizzare quei profeti che effettuano false previsioni, la scarsa o nulla capacità di introspezione dei membri della cerchia li renderà incapaci di rendersi conto che è proprio di loro che narra questa favola.

 

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