Set 272013
 

“Ebbene, il tuo non è che un capriccio!” e le voltò le spalle con l’aria di convinzione di chi ha detto l’ultima parola, uscendo dalla stanza con il suo passo lungo e deciso e sbattendo la porta dietro di sé, a mostrare quel po’ di agitazione che avrebbe desiderato nascondere.

“La vedremo chi di noi due la spunta” ella mormorò tra sé e sé, tesa in una smorfia d’ostinazione. Ancora accaldata per la furia si accostò alla finestra e la spalancò cercando frescura alla brezza del tramonto, trovando tuttavia il vento polveroso e riarso della sera estiva, mentre il sole calante assumeva la medesima tinta del suo viso arrossato.

…a questo punto l’autore, ritrovato l’appunto due mesi dopo la stesura, si è completamente dimenticato di ciò che intendeva scrivere nel seguito…

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