Ott 012013
 

SIDEALE: oggetto esistente, ma non mai osservato.

Un “oggetto sideale”, o più semplicemente “sideale”, è qualcosa la cui esistenza è data fermamente per certa, ma che ancora non sia stato osservato oppure, con definizione più restrittiva, che si ritiene non possa essere osservato in linea di principio.

Viene definita “spazio sideale” la collezione di tali oggetti, essa consiste in senso lato in quella parte della realtà che non è stata mai sottoposta all’esperienza diretta di alcun osservatore, e in senso ristretto a quella che non è possibile esperire.

Avendo per definizione esclusa l’esperienza diretta, come si può dunque arrivare a conoscere lo spazio sideale e i sideali da cui esso è composto? Tale conoscenza può avvenire tramite cinque diverse vie:

  1. la conoscenza innata,
  2. l’intuizione,
  3. la verità rivelata,
  4. il ragionamento logico astratto,
  5. la sbrigliata fantasia.

Tutte queste vie conducono alle medesime conclusioni sulla natura dei sideali o quanto meno a conclusioni tra loro compatibili, ma altresì assai diverse da e affatto incompatibili con le conclusioni raggiunte da chi invece restringe arbitrariamente la propria conoscenza basandola esclusivamente sull’osservazione e sul concreto operare.

Onde precisare meglio il significato di sideale occorrerebbe innanzitutto fornire una precisa definizione di ciò che si intende con il sostantivo “oggetto” e di ciò che si intende con il verbo “esistere”; una volta armati di un simile vocabolario occorrerebbe poi descrivere con quale procedura si distingua ciò che è un oggetto da ciò che non lo è e, fatto questo, in qual modo discriminare gli oggetti che esistono da quelli che non esistono.

Poiché le cinque vie sono tra loro equivalenti, per rispondere alle precedenti questioni ci si affiderà in questa sede a quella che risulta più comoda: la verità rivelata. Si presupporrà inoltre che tale verità sia stata rivelata a chi scrive da uno o più sideali connotati da una grande sapienza o addirittura dall’onniscienza, di modo che non sia possibile ad alcuno metterla in dubbio senza fare la figura del povero di spirito meritevole di disprezzo o dell’eretico meritevole di biasimo.

Porremo dunque per definizione che “oggetto” indichi qualunque cosa esista, e con il verbo “esistere” indicheremo conversamente la proprietà di essere un oggetto. Perché sì.

In tal modo la risposta alle questioni sopra riportata è immediata, ogni cosa è un oggetto e ogni oggetto esiste. Tutti gli oggetti che non sono ancora stati osservati da un determinato individuo né lo saranno in futuro costituiscono lo “spazio sideale relativo” di tale individuo, l’intersezione di tutti gli spazi sideali relativi così definiti costituiscono lo “spazio sideale assoluto” che comprende tutti i sideali propriamente detti, nel senso ristretto.

Utilizzando il ragionamento logico astratto si nota che, poiché ogni oggetto esiste, esiste “a fortiori” il sideale onnisciente in precedenza citato come origine della conoscenza, si conclude dunque correttamente che la logica e la rivelazione conducono alla medesima verità universale.

Altrettanto correttamente si potrebbe mostrare come alla stessa verità conducano l’intuizione e la sbrigliata fantasia, ma è fatica inutile, poiché di questo fatto ogni essere pensante ne ha conoscenza innata. Se il lettore non dovesse possedere tale conoscenza sarà giocoforza concludere che non si tratti di un essere pensante.

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