Dic 082014
 

Molti tra i miei amici e conoscenti, pur senza addurre fondati motivi se non i propri pregiudizi, non si fidano di Vladimiro Giacchè, non so bene perché, non si fidano di Alberto Bagnai, troppo polemico, come se la cosa gli impedisse di avere ragione, né si fidano di Claudio Borghi Aquilini, considerato troppo di destra e populista, e di solito chi lo accusa sostiene al contempo che le ideologie sono morte, beatamente ignaro della contraddizion che nol consente.

A costoro dedico la seguente intervista con Luciano Canfora, dell’illustre filologo ed ex parlamentare indipendente nelle file dei Comunisti Italiani (requiescant) spero che costoro si fidino istintivamente un pochino di più. Il libretto di cui si tratta risale al 2012, in piena epoca del governo Monti ed è in parte profetico per quanto riguarda i provvedimenti presi oggigiorno dal parimenti disastroso governo Renzi, è ottimo nelle analisi delle cause e delle conseguenze dell’attuale lunga crisi economica e di democrazia, e in un passaggio fa anche giustizia del vero significato delle accuse di populismo che tanto sono di moda tra la sinistra borghese, composta dai liberti della nostra società ormai avviata verso il ritorno allo schiavismo. Tuttavia Canfora rimane pur sempre un umanista e la soluzione da lui proposta a dire il vero senza molta convinzione, cioè la svalutazione dell’euro, risulterebbe se applicata tanto semplicistica quanto completamente inefficace. Però enuncia le sue osservazioni e conclusioni con un linguaggio forse più semplice e immediatamente comprensibile a quegli italiani incliti di scienza e fieri di esserlo, che tanto bisogno avrebbero invece di capire quanto tale incultura li renda vittime di una propaganda maliziosa, assurda e distruttiva e pertanto incapaci di giudicare la strada corretta per rimediare alla catastrofe attuale.

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