Giu 132018
 

L’hashtag non è che la devoluzione inefficace delle antiche parole d’ordine un tempo care a sinistre meno odierne dell’attuale, lemma insignificante utilizzato per etichettare battaglie e pensieri polverizzati fino a dimensioni subatomiche in quella che è infine la polverizzazione della sinistra stessa, che lo utilizza per mantenersi ignara di aver perso ogni sistema di riferimento ed essersi ormai resa incapace di comprendere altro che non sia il singolo individuo e i suoi problemi individuali, senza più alcun quadro complessivo, senza più alcun afflato collettivo.

Se siete persone ancora capaci di percepire e comprendere avrete certo osservato questi individui raggiungere vette di inumana cattiveria non più viste dalle nostre parti da oltre settant’anni e continuare al contempo a credersi buoni e umani nella loro tronfia e solipsistica arroganza. Sono a torto convinti di avere buone intenzioni e che con queste possano giustificare ogni atrocità da loro commessa. La banalità del male, versione ennepuntozero.

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