Giu 252005
 

Da Stapledon l’ambientazione, che potrebbe essere una Sfera di Dyson o, piú modestamente, ma non troppo, una Fontana Spaziale.

Da Wells la descrizione di tecnologie future non del tutto attendibili, sarebbe troppo limitante far rientrare tutto nell’ambito del possibile, e una visione complessiva che dall’ottimismo iniziale si fa pessimistica, o quanto meno incerta nel finale.

Da entrambi l’interesse per l’evoluzione dell’umanità nel suo complesso.

Da Borges lo stile di scrittura, che molto probabilmente non sarò in grado di riprodurre, e la possibilità che il racconto sia in sé incompleto, riferendosi a opere inesistenti come se fossero note al lettore. La fantascienza piú ingenua cade spesso nella tentazione di voler spiegare tutto, rischiando la caduta nel ridicolo; inoltre non voglio introdurre un narratore onnisciente.

Da Bioy il tono generale, che condivide con il Borges dei racconti, e l’idea classica che si può costruire sulle opere altrui, anzi, si dovrebbe. Idea caduta ultimamente in disgrazia a causa dell’abnorme espandersi dei diritti d’autore, che sono in realtà diritti d’editore.

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