Giu 262005
 

Dhalgren, che condivide ampi stralci della mia biblioteca, appartiene apparentemente alla fazione opposta alla mia. Lui crede nel male, io, come vi spiegherò dettagliatamente martellandovi i coglioni in un articolo a venire, credo nel bene.

Sospetto, tuttavia, che parliamo della stessa cosa osservata da due distinti punti di vista. Da parte mia credo che bene sia, per definizione, ciò che tende alla verità ed è per ciò inevitabile. Dhalgren fa notare come la verità sia amara e spiacevole.

Il bene è male. Il male è bene.


WAR IS PEACE

FREEDOM IS SLAVERY

IGNORANCE IS STRENGTH

Una differenza fondamentale tra noi è che io, pur leggendolo e apprezzandolo talvolta piú del dovuto, non ho alcun rispetto per Philip Dick.

Epperò anch’egli legge Pratchett, ma per sua disgrazia lo legge in traduzione, e mi è difficile pensare che l’effetto sia lo stesso. Già una minuscola banalità, come il chiamare Spazio B l’L-Space smuove esili brividi di dispiacere lungo la mia spina dorsale. Ho deciso: la torre di Babele entrerà nel racconto.

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