Philip Rembrandt

Un supereroe in disarmo

Domanda retorica

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Set 152014
 

Ma della grave e preoccupante schizofrenia che porta la stampa italiana ed europea, e non solo la stampa, a stigmatizzare preoccupatissima come nazista l’avanzata elettorale, che non le porterà al governo, delle destre populiste in Svezia, come già in Francia e Inghilterra — e già che ci sono anche in Germania dove il fenomeno dell’AfD ha tuttavia caratteristiche significativamente differenti — mentre al contempo tale medesima stampa supporta entusiasticamente i veri nazisti golpisti che hanno preso il potere in Ucraina… di questa schizofrenia, dicevo, quali saranno mai le cause? Domanda retorica, eh.

Ago 282014
 

Aneddoto di Alberto Bagnai. Voglio sperare che a questo punto, dopo un mese e mezzo che inglesi e statunitensi hanno in mano le scatole nere, sia ormai chiaro a tutti che l’aereo malese è stato abbattuto dagli Ucraini dell’ovest e non da quelli dell’est, come è stato chiaro fin da subito a chiunque godesse di un minimo di perspicacia.

Se non lo sapevate, sapevatelo. Garantisco io.

Nuovo indirizzo

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Mag 162014
 

Non che importi più di tanto, dato che qui non ci scrivo pressoché più. E i link saranno di nuovo tutti scombinati, ma quest’ultima cosa è responsabilità mia: sono anni che devo armarmi di SQL e fare un bell’aggiornamento dei link che puntavano a splinder, cui poco fa si sono aggiunti quelli di dyndns.org (requiescat in pecunia).

Verità, dimostrabilità e decidibilità (parte terza)

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Mar 022014
 

Il linguaggio introdotto nella prima parte per illustrare l’indecidibilità e i modelli non standard, e fuffa di vario genere nella seconda è estremamente primitivo e non permette di rappresentare pressoché nulla al proprio interno, se non sequenze finite composte dalle lettere ${ A, B }$, ottenute tramite giustapposizione a partire dagli assiomi iniziali.

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Михаил Афанасьевич Булгаков – Мастер и Маргарита

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Dic 222013
 

Michail Afanas’evič Bulgakov, scrittore ucraino, russo e sovietico, successore e degno erede di Nikolaj Vasil’evič Gogol’, è quanto di più vicino io conosca, tra gli scrittori di quei paesi, a Robert Stevenson, Alexandre Dumas père o al nostro Emilio Carlo Giuseppe Maria Salgari: uno scrittore di avventure realmente popolari e comprensibili a ognuno.

N+otevoli sono tutte le sue opere, il romanzo “La guardia bianca”, reazionario e appassionato, “I racconti di un giovane medico”, crudi e realisti, gli “Appunti scritti sui polsini”, fantasiose cronache in stile giornalistico, i racconti grottesco-fantascientifici sulla scia di Gogol’, “Il consulente con gli zoccoli”, “Le avventure di Čičikov”, “Le uova fatali” e “Cuore di cane”, la “Vita del signor de Moliere” e il “Romanzo Teatrale”, ferocissime critiche del teatro stalinista, e dello stalinismo stesso, che si accaniscono in particolare sullo Stanislavski del famoso metodo, ritengo ingiustamente, ma non per questo meno efficacemente.

Ma la sua fama resta legata soprattutto a “Il maestro e Margherita”, romanzo semplice, chiaro, lineare e godibilissimo.

Intreccio che unisce i temi universali esposti dalle classiche fiabe russe di cui è protagonista la strega Baba Yaga, dalle fiabe di tutta Eurasia di cui è protagonista il diavolo, dai racconti popolari sul Gesù dei vangeli apocrifi, dalla satira gogoliana della burocrazia, fino alle grandi storie d’amore, temi e narrazioni che tutt’ora possiamo facilmente comprendere e condividere e che i nostri discendenti potranno condividere e comprendere esattamente come noi.

Da una parte pesante satira del comunismo sovietico, cinica ma non distruttiva, che pretende di riformare la società e creare l’uomo nuovo mentre si limita, se mai, a rimescolare i ruoli lasciando la sostanza degli uomini e delle cose del tutto invariata, dall’altra storia di un amore contrastato, da un’altra ancora storia di incomprensione e di travisamenti, dall’altro percorso di crescita per l’autore, la cui figura reale e idealista è mascherata dietro il primo protagonista, il poeta Ivan Bezdomnyj, e la cui figura ideale e realista è raffigurata nel secondo protagonista, il Maestro. Nel corso del romanzo il Bulgakov ideale sarà fuor di metafora guida e maestro del Bulgakov reale, portandolo ad accettare la realtà così com’è, primo necessario passo per poterla cambiare, senza essere offuscati dagli occhiali affumicati di un’ideologia preconcetta.

Il romanzo è scritto tanto bene e con tale realismo che è stato possibile ricavarne una versione pressoché letterale e fedelissima in dieci puntate da un’ora girate per il piccolo schermo, i cui dialoghi sono letteralmente estratti dal volume stesso, senza doverli modificare. La versione televisiva del 2005 del regista Vladimir Bortko è uno di quei rarissimi casi di trasposizione di un libro sullo schermo che non tradisce affatto l’originale, anzi, lo rafforza. Ma il merito è nell’opera di Bulgakov, il cui contenuto profondo è reso interamente accessibile dalla maestria dell’autore, senza che il lettore debba affannarsi a scavarne tesori nascosti.

Irrenzi

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Dic 102013
 

Tra i quarantenni di nome Matteo nominati segretari di partito nel corso dello scorso weekend, Irrenzi è riuscito nel difficile compito di non essere la mia prima scelta.

Ho una certa età, tutti questi democristiani che dirigono PD, UDC, NCD e compagnia cantante mi infastidiscono.