Koan

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Lug 162012
 

Una notte Dōgen ritornava al monastero dopo un bicchiere di troppo. Un giovane monaco gli si avvicinò e gli chiese: “maestro, perché barcolli e urti i lampioni?”

“Ebbene, perché tu no?” rispose Dōgen, e inciampò nel monaco spingendolo sotto un lampione. Il monaco fu illuminato.

Loreto, Uqbar, Tlön

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Ott 122011
 

Questa mattina ho trovato un misterioso piccolo cono metallico sul lettore di tessere all’ingresso della stazione della metropolitana di piazzale Loreto; ho provato a sollevarlo, riuscendoci solo a fatica e constatando come fosse insolitamente pesante, al punto da lasciare in pochi attimi un visibile cerchio impresso sul palmo della mia mano. L’ho rimesso dove l’avevo trovato.

Da questo episodio posso trarre due deduzioni:

  • L’Orbis Tertius esiste veramente
  • I suoi membri sono del tutto privi di fantasia

Taaaaang!

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Nov 272008
 

Onde evitare che qualcuno lo cerchi su Google e trovi risultati vietati ai minori, grazie ai generatori markoviani utilizzati per piazzarsi nelle parti alte dei motori di ricerca, preciso che il nuovo sottotitolo del blog viene da qui.

Lug 022008
 

Per fortuna che sull’argomento in questione ha scritto un commento Paolo Attivissimo, ché a me è difficile mantenere la calma di fronte a certe ovvie stronzate. È mai possibile che tra guardia di Finanza, TGCom e Corriere della Sera non si trovi una persona, dico una, dotata di una dose minima di buon senso?

Rimarcherei anche che influenze del genere causate sulla psiche da impressioni sensoriali non sono esattamente una novità, si intendono proibire anche lo stormire delle fronde e il rombo delle cascate, che hanno analoghe conseguenze? Dobbiamo tutti acquistare una bella vasca di queste (hat tip: Richard Feynman) per rinchiudervicici[1] dentro e ottenere il medesimo effetto con mezzi opposti?


[1] l’Italiano, questa buffa lingua. Affascinato dall’estrema bruttezza di questo trisdrucciolevole termine mi trovo come paralizzato e incapace di trovare un’alternativa. Altro che iDoser.

Mag 312008
 

Pur non usando Red Hat dal primo semestre del 2000 passo le prime due autovalutazioni del certificato Red Hat Certified EngineerTraining pre-assessments questionaries: “Red Hat Linux Essentials” e “Red Hat System Administration” — with flying colours (cioè, letteralmente, “a bandiere spiegate”), ma su “Red Hat Network and Security” sono appena sufficiente. A dire il vero, presuntuoso come sempre, puntavo all’RHCA.

Gli è che erano altri tempi… potrei consolarmi con il fatto di non averne mai amministrato uno, di tali sistemi. Ai miei utenti infliggevo Slackware quando l’unica alternativa seria era Debian (la distribuzione per mammolette che utilizzo ora a fini personali).

P.S. gli accorti — tra cui (sorpresa!) Ipazia che ha utilizzato il titolo originale in un post dello scorso ottobre — e gli attempati noteranno come il titolo di questo post spieghi perché ormai da svariati decenni io tenda a evitare accuratamente la televisione: per lo stesso motivo per cui è bene che gli ex-tossici riabilitati si astengano dall’approssimarsi troppo all’eroina.

P.P.S. ecco, lo sapevo, adesso sono qui come un cretino che canto a squarciagola “vieni anche tu nel regno degli gnomi” e “don Cristobál, voglio sposar tua figlia”

P.P.P.S. Oh perbacco!

Gioco di specchi

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Ott 162007
 

Gli ingredienti ci sono quasi tutti, una realtà creata dall’immaginazione e non dall’esperienza, un misterioso articolo su una rivista americana, un non meno misterioso gruppo di biologi evolutivi (non psicologi, come scrive sconcertata la Repubblica online) che si riunisce in una località chiamata Plön.

Chiamatemi quando cominciano a comparire i primi hronir.


  1. Il pettegolezzo è una verità
  2. Gossip Trumps Truth
  3. Gossip more powerful than truth
Lug 272007
 

Mai tenni a vile la piana gremita,
l'ampia finestra che da un po' di tutto
il primo cielo fa filtrare il suono.
Resto in piedi accecato un po' di tempo
accanto a questa, e mille apparizioni
animalesche, e colorate tinte
mi si avveran negli occhi, onde all'istante
la mente trae coraggio. Se la pioggia
vedo cader su quella sabbia, questa
limitata visione a quel rumore
vado opponendo: e scordo il momento,
ed i giorni attuali ed i trascorsi
e morti, e la lor luce. Al di fuori
del confine galleggia il corpo mio:
amaro come un'oasi nel deserto.