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Nov 022008
 

Due articoli (in Inglese) sul partizionamento di Internet di cui in Italia si è parlato pochissimo, forse perché da noi gli effetti[1] sono ancora poco visibili:

  • PC World: Sprint-Cogent Dispute Puts Small Rip in Fabric of Internet (ottimista)

    Update (2008-11-03): riconnessione temporanea


    [1] che ci sono. Personalmente ho perso la connettività a un paio di siti ospitati sulla rete Cogent (non sarebbe dovuto succedere, dato che non sono collegato a Sprint, ma nessuno è perfetto, tanto meno il routing tra gli AS)

  • Intermezzo

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    Ott 032008
     

    Volevo precisare di non essere nessuno di costoro.

    Aggiornamento: ma, contrariamente a quanto possa sembrare, non si tratta di una presa di distanze dall’ultima moda, ma, al contrario, della rivendicazione di possedere un account, per quanto trascurato, sul primo sito di social networking mai concepito. Aperto nell’aprile 2003 dietro invito di M Otis Beard e mai piú visitato.

    Spikedrivers a Lugano/Addio Lugano bella

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    Ago 312008
     

    Al festival Blues to Bop di Lugano (il cui livello qualitativo è in genere piú che buono, essendoci molto blues e poco bop) si sono esibiti, tra gli altri, gli anglo-americani Spikedrivers guidati dallo straordinario chitarrista Ben Tyzack, un mago della chitarra slide e bottleneck. Il repertorio degli Spikedrivers si basa su variazioni di (southern) blues tradizionale, ottime le versioni degli standard Little Red Rooster e Dust My Broom (nella versione di Elmore James),purtroppo non hanno eseguito Candy Man, ottimi anche i pezzi originali.

    La curiosità del tutto sorprendente e inattesa è che la simpatica bassista degli Spikedrivers non è altri che la californiana Constance Redgrave-Smith, già bassista del gruppo proto-goth Christian Death (la voce su Wikipedia è decisamente di parte), la quale compare sull’eccellente Catastrophe Ballet del 1983, in cui è accreditata come coautrice di due brani. Un bel cambiamento di stile, del resto è comprensibile che a cinquantatré anni non si suoni la stessa musica che a ventotto. Si può solo rimpiangere che non si sia mai formato un trio composto da Rozz, Gitane e Constance.

    Anche Constance conferma l’unanime opinione che il molto amato e rimpianto Rozz Williams fosse un vero signore, per quanto eccentrico, mentre il detestabile e odiatissimo Valor Kand (pur non cosí inetto come lo si dipinge) non lo è affatto. Sono sempre i migliori eccetera…

    P.S. Da oggi e per un mese circa la mia connessione Internet sarà piuttosto aleatoria. Ci risentiremo probabilmente a Ottobre.

    Ago 242008
     

    Il corrierone si preoccupa del tracciamento degli utenti compiuto da Google. Personalmente uso un proxy anonimo fin dal 1997 (squid, junkbuster e infine privoxy), cioè da un paio d’anni prima che Google esistesse.

    Per rimarcare la tempestività dell’articolo farò notare che le prime segnalazioni pervenutemi del tracciamento degli utenti da parte di Google, e una discussione preliminare sulle contromisure da prendere, le lessi in questo thread su scary.devil.monastery datato 25 marzo 2000, quasi otto anni e mezzo fa.

    Nel quarto messaggio di quel thread Eric the Read enuncia “delusions of portalhood” che adottai come titolo della mia pagina web personale da metà 2000 a metà 2005. Uno solo dei siti aggregati in quella pagina è ancora nel mio feed (The Register).

    Tra le notizie congelate dal Web Archive nel febbraio 2003, mi pare notevole questa qui tratta da kuro5hin.

    Ipocrisia

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    Ago 102008
     
    • uno (la Cina censura Internet e i giornali italiani si indignano)
    • due (nello stesso preciso momento l’Italia censura Internet e i giornali italiani manco danno la notizia)
    • tre (la libertà di parola è un concetto astratto)

    Ho l’impressione che anche (soprattutto) qui in occidente alcuni maiali siano piú uguali degli altri. La cosa mi preoccupa perché dal primo settembre sarò di ritorno anch’io.

    Update 12/8/2008 21:10: con un paio di giorni di ritardo le agenzie italiane diramano la notizia, la Stampa emette una velina di regime (probabilmente una fotocopia del comunicato stampa della GdF) mentre il Corriere della Sera, pur con la consueta imprecisione, si rivela piú indipendente e tenta di concludere qualche ragionamento in proprio.

    Talvolta sulla notizia

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    Ago 062008
     

    In questo blog mi occupo poco di nuove tecnologie, ma mi tocca segnalare che per una volta la Repubblica sembra essere abbastanza sulla notizia.

    Il concetto di rete di oggetti (Internet of things) non è nuovissimo, ma l’interesse dei media specializzati si è incrementato negli ultimi mesi.

    L’articolo della Repubblica si limita all’ambiente universitario italiano, su cui per esperienza sono scettico, magari a torto. Non tanto per colpa degli universitari, non di tutti, almeno, ma per la totale carenza di finanziamenti e di integrazione con l’industria. Per colpa dell’industria italiana, soprattutto, che non fa ricerca e quando la vuole fare non è in grado di reperire i finanziamenti necessari.

    A complemento dell’articolo io segnalerei almeno questo progetto imprenditoriale a compartecipazione italiana che si occupa di spime (di Leandro Agrò ho stima). Non a caso il progetto ha sede in California, non in Italia.

    Libertà va cercando…

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    Mar 122008
     

    L’ho già detto e lo ripeto: è ben noto che quei cattivoni dei cinesi censurano Internet per motivi politici, è meno noto che l’Italia, in seguito al decreto Gentiloni fa esattamente lo stesso per motivi economici e “morali”.

    Nel merito della questione presente considero assai meno riprovevoli i pur riprovevoli governanti cinesi, che per lo meno si preoccupano di qualcosa che può davvero danneggiarli, rispetto agli spregevoli governanti italiani, che da sempre e in ogni occasione trattano i propri cittadini come irresponsabili bisognosi di tutela. Lo ripeto chiaramente per chi non avesse capito: a parere del sottoscritto la censura dei politici per scopi politici è non solo piú comprensibile, ma anche infinitamente piú accettabile di quella effettuata con motivazioni moralistiche e/o a fini economici. Ché poi, se si intendono tutelare i minori dagli abusi e gli adulti dalla rovina per gioco d’azzardo, questo della censura è un metodo che definirei assolutamente controproducente, non meramente inefficace.

    Oltretutto, ma è un punto secondario, questa censura è in contrasto con le leggi della comunità europea e la multa che finirà per arrivare la pagheranno tutti i cittadini.

    Detto questo, leggi simili ci sono anche qui in Svizzera, pur con un’estensione e una portata minore, ma dai politici svizzeri una certa rigidità me la aspetto e, oltretutto, sono anche dotati di un certo pragmatico buon senso che ai corrispettivi italiani manca del tutto.

    Apprendo grazie a questo post di Ipazia (cui vi rimando per altri link e particolari) che Marco d’Itri ha in questi giorni reso pubblici i sorgenti dei filtri di censura (rilasciati in Open Source) che ha scritto per un grande provider italiano; per aggirare tali filtri i sorgenti non servono, ma richiamare l’attenzione è cosa assai meritoria, perché ho l’impressione che la maggior parte di noi italiani non sappia, o non ricordi, o non voglia ricordare, che i nostri collegamenti internet sono censurati a norma di legge: